IL CIRCOLO DI CASELLE LANDI

Il Circolo del PD di Caselle Landi nasce da quella che era la sezione dei DS di Caselle Landi, quest'ultima intitolata ad Antonio Gramsci è stata fondata nel 1975 da un gruppo di compagni precedentemente iscritti alla sezione di Codogno, il primo segretario Contardi Giuseppe poteva contare su circa 20 iscritti che si sono resi immediatamente disponibili per organizzare la prima Festa dell'Unità. Se consideriamo il contesto storico e culturale di Caselle Landi dove attualmente il centro destra raccoglie percentuali di consenso attorno al 70% possiamo renderci conto delle difficoltà incontrate nel coinvolgere le persone nella vita politica, nonostante questo nel 1980 una coalizione di centro-sinistra per la prima volta nel dopo guerra ha vinto le amministrative governando per 5 anni la nostra comunità, lasciando un segno positivo che ancora oggi la fa ricordare come una delle migliori amministrazioni del dopo guerra. Vicende più personali che politiche non hanno più permesso di ripetere questo tipo di esperienza escludendoci per 10 anni dalla vita amministrativa del paese, dal 1995 siamo ancora presenti in amministrazione con un gruppo consigliare di opposizione che si riconosce nel centro sinistra.Dal 1990 per ragioni legate al rispetto delle nuove normative in materia di impiantistica e per un calo delle persone disponibili non è stato più possibile organizzare la tradizionale Festa dell'Unità, comunque tra alti e bassi la sezione di Caselle Landi è sempre stata attiva apportando il proprio contributo alla vita sociale e politica del paese; ad oggi nella bassa lodigiana la nostra sezione rimane con quella di Maleo l'unica unità di base attiva. I tempi cambiano e certe dinamiche sociali e politiche sono da ritenetsi non al passo con i tempi, la maggior parte degli iscritti hanno deciso di confluire nel Partito Democratico facendosi comunque portatori di quei valori che hanno caratterizzato la vita politica italiana e che riteniamo siano alla base di una società equa e a misura d'uomo.

giovedì 17 aprile 2008

ELEZIONI POLITICHE 2008

Di seguito i risultati delle elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 confrontate con i dati del 2006 per principali schieramenti .

CAMERA

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: Voti 13
UNIONE DEMOCRATICA DEI CONSUMATORI: Voti 3
SINISTRA ARCOBALENO: Voti 31 - 2006 voti 92
PARITO SOCIALISTA: Voti 2 - 2006 voti 23
ABORTO NO GRAZIE: Voti 4
LA DESTRA: Voti 28
PARTITO LIBERALE ITALIANO: Voti 7
LEGA NORD: Voti 272 - 2006 voti 145
IL POPOLO DELLA LIBERTA': Voti 436 - 2006 Forza Italia + Alleanza Nazionale voti 399
SINISTRA CRITICA: Voti 7
ITALIA DEI VALORI: Voti 33 - 2006 voti 18
PARTITO DEMOCRATICO: Voti 256 - 2006 DS + Margherita voti 252
PER IL BENE COMUNE: Voti 2
FORZA NUOVA: Voti 18
UNIONE DI CENTRO:Voti 54


SENATO

FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA: Voti 1
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: Voti 9
UNIONE DEMOCRATICA DEI CONSUMATORI: Voti 4
SINISTRA ARCOBALENO: Voti 31 - 2006 voti 27
PARITO SOCIALISTA: Voti 3
GRILLI PARLANTI: Voti 3
LA DESTRA: Voti 20
PARTITO LIBERALE ITALIANO: Voti 4
LEGA NORD: Voti 218 - 2006 voti 117
IL POPOLO DELLA LIBERTA': Voti 427 - 2006 Forza Italia + Alleanza Nazionale voti 365
SINISTRA CRITICA: Voti 8
ITALIA DEI VALORI: Voti 28 - 2006 voti 17
PARTITO DEMOCRATICO: Voti 236 - 2006 DS + Margherita voti 174
PER IL BENE COMUNE: Voti 2
FORZA NUOVA: Voti 11
UNIONE DI CENTRO:Voti 46
LEGA LOMBARDA:Voti 15

sabato 22 marzo 2008

TRE BUONI MOTIVI PER VOTARE PD

Cari Casellesi, con queste poche righe vogliamo proporvi alcune riflessioni in merito alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.

Il Partito Democratico costituisce un chiaro elemento di novità, la sua decisione di presentarsi da solo al prossimo appuntamento elettorale ha contribuito a semplificare l'intero quadro politico nazionale dettando i tempi dell'agenda politica e stendendo un programma libero dai vincoli di alleati che andrebbero poi a condizionare le scelte di governo creando dissensi e malumori.

Riferendoci alla nostra realtà territoriale, nei 18 mesi del governo Prodi si è finalmente arrivati ad attivare e finanziare per un importo di oltre 13 milioni di euro la “Consulta delle province del fiume Po” e si sono appaltati quei lavori di diaframmatura e rinforzo degli argini indispensabili alla messa in sicurezza delle nostre comunità.

Inoltre la sezione locale del Partito Democratico di Caselle Landi ha sollevato, dandone adeguato rilievo, nelle opportune sedi la questione delle misure compensative previste dalla legge n° 368 del 24/12/2003 spettanti ai comuni ospitanti depositi e impianti di materiale radioattivo. Questa legge male articolata varata dal governo Berlusconi ci esclude dalla possibilità di beneficiare dei contributi a indennizzo dell’irraggiamento subito, mentre per il comune di Caorso e per la Provincia di Piacenza sono presenti fondi per 20 milioni di euro.

Dai voce al tuo territorio.

Il 13 e 14 aprile fai una croce sul simbolo del PD.


Circolo del Partito Democratico del Comune di Caselle Landi

domenica 9 marzo 2008

Lettera aperta ai sottoscrittori dell’appello per il Parco Adda Sud


Cari amici,
ho interpretato il vostro appello al rinnovamento come un invito ad aggiungere anche la mia candidatura alla Presidenza del Parco Adda Sud alle altre, egualmente valide e rispettabili. Spero di non avere esagerato nella fiducia in me stesso.
Battute a parte, quando leggerete questa lettera sarete già al corrente di come è finita; non bene per me, ma senz’altro bene per l’Ente Parco che troverà nei nuovi amministratori un rinnovato impegno per la tutela dell’ambiente Lodigiano.
Credo che il vostro appello sia stato importante, per tanti motivi: perché è stato molto trasversale, geograficamente diffuso, anagraficamente ampio, politicamente diversificato. Ma soprattutto perché ha gettato nell’arena delle scelte politiche anche la voce di chi ha difficoltà ha incidere sulle scelte. Tutto questo senza farla più grossa di quello che è.
E’ stato posto sul tavolo delle valutazioni la questione delle competenze e del rinnovamento, problema annoso in un paese che ha parlamentari in carica dal 1961 (primato che nemmeno Ceausescu o Pinochet hanno raggiunto); è un problema posto, che comunque rimarrà sullo sfondo del dibattito locale e che diventerà, entro pochi, pochissimi anni un obbligo risolvere, come lo è stato quello della parità uomo-donna, di rappresentanza delle minoranze culturali, sessuali, religiose.
Io ho fatto quel che dovevo fare: ho proposto una candidatura ai vertici istituzionali e a quelli politici Lodigiani, ottenendone un esplicito incoraggiamento e la famosa “richiesta di disponibilità” che sancisce l’ufficialità di una candidatura. Diciamo che, come minimo, i soggetti di cui stiamo parlando erano confusi, si sono sbagliati, non c’erano, e se c’erano dormivano. E speriamo siano più svegli quando governano la cosa pubblica. Ma queste sono cose di ieri e acqua passata non macina più.
Vi lascio copia del programma di governo per Parco Adda sud che, anche se scritto in fretta, mi sembra abbastanza strutturato e a servire a futura memoria. In qualche modo, è il nostro programma.
Siamo e stiamo tutti sereni, dato che abbiamo sostenuto una posizione con onore, serieta’ e competenza. Ringrazio tutti, ma proprio tutti, compresi i tanti che non hanno potuto esporsi ma hanno condiviso sia la mozione sia cio’ che ne è derivato.
Devo un saluto e un ringraziamento particolare affettuoso a Roberto, Lina, Andrea sempre pronti a sostenermi, a Michela, Antonio, Irken e il coniglio bipede che hanno passato ore a organizzare la resistenza e a rosicchiare uvette, ad Alfio, una delle penne più’ micidiali incontrate lungo la mia strada, a Loredana e ai compagni di Casale (e spero di non dimenticare nessuno).
Non lo conosco, ma se ha firmato di "sti tempi" è un grande e parlo di Don Giorgio de Capitani di San Ambrogio in Monte.
A presto, e non pensiate che sia finita qui.

Luca Canova

sabato 1 marzo 2008

UNA GUIDA AUTOREVOLE PER IL PARCO ADDA SUD

Noi, Cittadini Lodigiani, in occasione del rinnovo della Presidenza del Parco Regionale Adda sud, chiediamo alle istituzioni e ai partiti politici coinvolti in questa scelta:

1- di candidare alla guida dell’Ente, nel rispetto dei principi di rinnovamento della politica, personalita’ che garantiscano spunti di vivacita’, passione ed efficienza

2-di candidare alla guida dell’Ente, nel rispetto dei principi di competenza e professionalità, personalita’ che garantiscano una reale capacita’ di gestione delle risorse ambientali, naturali, paesistiche e agricole

Auspichiamo che questo appello sia condiviso dai rappresentanti politici ed istituzionali della Provincia di Lodi e che si facciano scelte che rafforzino gli Enti deputati alla tutela dell’ambiente lodigiano, gia’ gravemente minacciato.

Auspichiamo che la politica locale e i nuovi partiti in via di formazione diano il via ad un rinnovamento tanto utile quanto necessario

Ci auguriamo che la politica, in un momento in cui il suo ruolo è sminuito o apertamente contestato, sappia scegliere per l’Ente Parco ruoli e funzioni che le restituiscano piena dignita’ e ruolo.

Ruolo che deve garantire capacità e innovazione per il nostro territorio.

ADERISCONO




1. Loredana Migliore-Presidente WWF Lodigiano
2. Sergio’ Cannavo’ Vice Presidente Legambiente Lombardia - Lodi
3. Roberto Tantardini Assemblea Provinciale Partito Democratico
4. Gabriella La Placa Assemblea Provinciale Partito Democratico
5. Emilio Sverzellati – Vice Sindaco San Rocco al Porto
6. Umberto Dacco’ Sindaco Castiglione d’Adda
7. Andrea Viani Segretario Provinciale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
8. Vito Cafaro Segretario Provinciale Comunisti Italiani-Sinistra Arcobaleno
9. Luigi Visigalli Segretario Provinciale Verdi-Sinistra Arcobaleno
10. Antonio Dimita Coordinatore Provinciale Sinistra Democratica-Sinistra Arcobaleno
11. Bassano Riboni Presidente GROL
12. Giuseppe Botti Assessore Ambiente ed Ecologia del Comune di Somaglia
13. Gianbattista Pera Segretario Provinciale Italia dei Valori
14. Luca Butera Portavoce circolo Partito Democratico Maleo
15. Andrea Tantardini portavoce circolo Partito Democratico Caselle Landi
16. Michele Merola Partito Democratico Lodi
17. Franco Rossi Vicesindaco di Borghetto Lodigiano
18. Lele Maffi – Laboratorio per le Citta’ - LODI
19. Lina Ciusani Partito Democratico Maleo
20. Luca Ravizza Consigliere Comunale Verdi - Tavazzano
21. Giovanni Leporelli WWF San Colombano
22. Eugenio Vicini-CGIL Lodi
23. Guido Biancardi LODI
24. Stefano Caserini LODI
25. Stefania Baroni Consigliere Comunale Verdi-Sinistra Arcobaleno-Lodi
26. Roberto Geroli Consigliere Comunale Castiglione d’Adda
27. Aurelio Cornetti Direttivo Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Lodi
28. Giuseppe Foroni
29. Marcello Quaglia Consigliere Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Brembio
30. Giusi Maggioni Capogruppo Provinciale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
31. Enrico Cremaschi ,assessore Ecologia Livraga e Assemblea Provinciale del PD
32. Claudia Genova Assessore all’Ambiente Comune di Mulazzano
33. Canoisti a Difesa dell'Adda – Lodi (http://difesadda.blogspot.com/)
34. Prof. Alessandro Coda-Professore Ordinario Universita’ di Pavia
35. Riccardo Fortina Professore associato Università di Torino
36. don Giorgio De Capitani S. Ambrogio in Monte di Rovagnate (Lc)
37. Enrico Bosani-Capogruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
38. Andrea Rossi- Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Consiglio Provinciale
39. Pierattilio Tronconi-Consigliere Comunale UNIONE- Codogno
40. Giancarlo Tonali-Consigliere Comunale Pace Diritti Partecipazione Ambiente Mairago (LO)
41. Carlo Pizzolo-Circoscrizione Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno Lodi
42. Giorgio Soldati Consigliere Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno Lodi
43. Michela Sfondrini, libraia. Lodi
44. Rosaria Russo Assessore Ambiente Brembio
45. Carlo Carelli CGIL rete 28 aprile
46. Giuseppe Stoppini RSU Unilever Casalpusterlengo (LO)
47. Luigi Andena
48. Lorenza Pozzi LODI
49. Silvia Torelli
50. Raffaella Manzo
51. Maria Coccia
52. Maurizio Papetti
53. Andrea Carlin
54. Barbara Giordano
55. Luca Rossi
56. Andrea Lorenzi
57. Francesca Riboni
58. Simona Bernasconi-operatore sociale
59. Alberto Convento
60. Laura Stefenoni insegnante
61. Tonino Negri Lodi
62. Valentina Cattaneo Studentessa in SUA UNIMI
63. Alfio Sironi Studente in SUA (http://alfiosironi.wordpress.com/2008/03/01/361/)
64. Giovanni Maggio (pensionato e canoista)
65. Ilaria Villa – Studente
66. Jacopo Zurlo – Studente
67. Margherita Coscia – docente Liceo Classico Verri Lodi
68. Emma Frigoli – Studentessa
69. Francesco Gianmaria Tarallo
70. Matteo Barattieri WWF socio Monza
71. Alba Mariani ex presidente Parco del Molgora
72. Marta Mainini – studentessa
73. Marco Monguzzi Consigliere Associazione Parchi del Vimercatese
74. Alessia Villa impiegata
75. Lorenzo Sambruna operaio edile
76. Francesco Villa Pensionato
77. Graziella Fumagalli
78. Gian Luca Cordani
79. Alessandro Cavaliere
80. Tiziano Chiesa
81. Sala Alfio
82. Alberto Conti Rappresentante IDV Casatenovo
83. Silvia Ferrari Studentessa SUA Universita’ di Milano
84. Amalia Navoni Rappresentante lista Uniti con Dario Fo zona 8 Milano
85. Giuseppe Colombi Castelnuovo Bocca d’Adda
86. Pasquale Ventrella - professionista
87. prof. Augusto Vigna Taglianti – Professore Ordinario Università di Roma "La Sapienza"
88. Rosario Cosimo
89. Gianni Fumagalli studente
90. Francesca Gorza Studentessa
91. Giuseppe Cipolla Imprese Artigiane Casalpusterlengo
92. Paolo Galeotti Associato di Ecologia Università di Pavia
93. Porro M.Grazia
94. Andrea Della Vedova Studente SUA Milano
95. Alda Carisio LODI
96. Maddalena Biancardi LODI
97. Francesca Ravasi Casatenovo
98. Daniela Centemeri
99. Ronni Bessi, Aosta
100. Carlo Marchi Bodio Lomnago( VA) Comitato Scientifico Osservatorio del lago di Varese


domenica 17 febbraio 2008

PRIMI QUATTRINI PER LA VALLE DEL PO

Di seguito si riporta un articolo de Il Cittadino del 16/02/2008 dove viene descritto il progetto di riqualifica della valle del Po citando interventi sia di valenza turistica che di valenza ecologica a lungo sostenuti dai Ds di Caselle Landi che finalmente sembra si concretizzeranno.

Arrivano i primi soldi per il progetto “Valle del Po”, il protocollo realizzato dalle 13 province rivierasche assieme all’Autorità di Bacino e alle regioni interessate per rilanciare il “Grande Fiume” con una massiccia serie di interventi, da realizzarsi tra il 2007 e il 2013, di carattere ambientale, turistico, artistico e infrastrutturale. Il progetto nel complesso godrà del finanziamento da ben 180 milioni di euro stabilito in dicembre dal Cipe (Comitato interministeriale per l’economia), la metà dei quali destinati alle province, Lodi compresa. Ebbene, secondo quanto emerso dalla Consulta del Po tenutasi ieri mattina a Piacenza, i partner di “Valle del Po” (presente per la provincia di Lodi l’assessore ai trasporti Piero Luigi Bianchi) starebbero per beneficiare di una prima “fetta” da 36 milioni di euro,con la quale cominciare a finanziare gli interventi da qui al 2010: un’iniezione indispensabile per dare corpo alle iniziative proposte da ciascuna provincia, attese da qui ai prossimi mesi alla realizzazione della bozza definitiva con la quale dare il “la” ai lavori. E il Lodigiano? In ballo, attorno ai 19 comuni lodigiani che circondano il Po, ci sono sette progetti per complessivi 13 milioni e 234mila euro: una spesa che i soldi stanziati dal Cipe attraverso il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) dovrebbero coprire per 7 milioni e 150mila euro, lasciando a palazzo San Cristoforo e alle amministrazioni interessate il compito di reperire altrove il denaro mancante. La tipologia degli interventi, come detto, è piuttosto variegata: e a farla da padrone, nel capitolo spese, sarà soprattutto il discorso infrastrutturale. Balneabilità del fiume, valorizzazione di attracchi e collegamenti, creazione di aree di ristoro, percorsi tematici e parcheggi comporteranno per esempio un investimento di ben 4 milioni e 785mila euro per gli interventi previsti attorno alle località Morti della Porchera (Corno Giovine), Corte Sant’Andrea (Senna Lodigiana) e Gargatano (Somaglia); mentre altri 3,3 milioni di euro verranno destinati alla realizzazione di attracchi fluviali, connessioni con la sponda piacentina e la strada ferrata, piste ciclabaili e pedonali tra Guardamiglio, San Rocco (isolone Berghente compreso) e Caselle Landi. A cavallo tra architettura, cultura e storia si collocherà il progetto da 2 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ala ovest del castello Cavazzi di Somaglia, ma robusti investimenti sono previsti anche a livello ambientale-naturalistico: tra costoro, i 1,95 milioni di euro per la tutela dell’habitat golenale tra San Rocco, Caselle Landi, Senna e Castelnuovo, i 660mila euro per incrementare le superfici forestali e aumentare le biodiversità lungo la sponda lodigianae 380mila euro per la creazione di un Parco locale di interesse sovracomunale. Circa 155mila euro, infine, verranno destinati alle iniziative di conoscenza del Po per le scolaresche.
Alberto Belloni

venerdì 15 febbraio 2008

I SOLDI DI CAORSO PIU' VICINI AL LODIGIANO - da "Il Cittadino" del 14/02/2008

La Finanziaria 2008 apre uno spiraglio per i comuni lodigiani vicini alla centrale nucleare di Caorso. L’ultima legge di bilancio del governo Prodi modifica infatti le norme sulle “misure compensative” previste per i siti che ospitano centrali nucleari o depositi di scorie: anche Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda potrebbero dunque ricevere i rimborsi economici finora destinati ai comuni piacentini. Al centro del contendere c’è l’articolo 2 comma 560 della Finanziaria, che cambia la disciplina sulle “compensazioni” previste dal Decreto legge 314 del 2003. Secondo il presidente della Provincia di Lodi, Osvaldo Felissari, ci sono dunque le condizioni per far arrivare anche nel Lodigiano i soldi di “Arturo”. Felissari spiega che con la Finanziaria 2008 «è stato affermato il principio secondo cui laddove sono allocati rifiuti radioattivi, il contributo finanziario a compensazione dell’impatto territoriale viene esteso ai comuni confinanti in un raggio massimo di 10 chilometri, anche se situati in province diverse da quella in cui sono stoccate le scorie. È un importante elemento di novità - aggiunge il presidente della Provincia - che dovrà essere approfondito nei prossimi giorni anche con la Provincia di Piacenza, con la quale peraltro intratteniamo un rapporto di proficua collaborazione sulle questioni di interesse comune». Come detto, i comuni lodigiani interessati dalle modifiche alla normativa sono Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda, che di fatto sono confinanti con Caorso. L’abitato di Caselle Landi dista infatti dalla centrale piacentina solo 2 chilometri e mezzo, una distanza inferiore a quella esistente tra l’impianto nucleare e il centro di Caorso. Castelnuovo Bocca d’Adda, a sua volta, dista 4 chilometri dal reattore nucleare. Distanze minime dunque, che hanno “alimentato” le richieste di rimborso dei piccoli comuni della Bassa, indisponibili a restare a bocca asciutta e, al contrario, desiderosi di ricevere almeno una piccola fetta della grande torta delle “compensazioni”. Una torta che si preannuncia appetibile, visto che per il solo triennio 2004-2006 sono previsti rimborsi per 20 milioni di euro, di cui metà da girare al comune di Caorso e i restanti destinati alla provincia di Piacenza. Il presidente provinciale Felissari, nell’agosto 2007, aveva scritto al ministro dell’Ambiente per chiedere di «sanare l’iniqua ripartizione dei fondi destinati agli enti locali sede di depositi di scorie nucleari come Caorso, per il quale gli enti locali piacentini riceveranno sostanziosi contributi statali mentre i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda, vicinissimi al deposito, rischiano appunto di restare a bocca asciutta». «A questo punto - conclude Felissari - sulla base del principio enunciato nella Finanziaria è ragionevole riprendere un dialogo e un confronto fiduciosi di ottenere una rinnovata attenzione».
Lorenzo Rinaldi

domenica 3 febbraio 2008

RINGRAZIAMENTI

Cari amici e compagni, fondatori del Partito Democratico,

come saprete sono stato eletto all'interno dell'assemblea provinciale con oltre 180 preferenze, questo è stato possibile solo grazie al vostro prezioso lavoro.
La mia candidatura è nata nello spirito originario del partito democratico ha una valenza esclusivamente territoriale ed è al di sopra delle appartenenze perché non è stata frutto di accordi politici ne tanto meno sponsorizzata dai leader provinciali, anzi abbiamo dovuto fare i conti con candidature dell'ultimo minuto che seguivano logiche di appartenenza politica e che ci hanno creato qualche problema, che devo riconoscere è stato brillantemente superato.
Chiaramente mi metto a disposizione di tutti per sostenere qualsiasi istanza territoriale o politica, è altresì mia intenzione qual'ora si dovranno votare nell'assemblea rappresentanti politici confrontarmi con voi e inoltre sarà mio preciso impegno tenervi informati sulle decisioni che l'Assemblea provinciale adotterà, vi chiedo per tanto di farmi avere i recapiti di posta elettronica dei vari referenti di circolo.

Le scadenze che abbiamo davanti ci impongono di organizzarci al meglio su scala territoriale, ad aprile è quasi certo che dovremo misurarci con le elezioni Politiche, questo ovviamente comporta un ulteriore impegno da parte di tutti per sostenere il buon risultato che il nostro Partito si propone di conseguire, dall’incontro dell’Assemblea Provinciale fissato per mercoledì 6 c.m. arriveranno nuovi dettagli ed indirizzi di cui vi farò partecipi.

Ancora una volta vi ringrazio della fiducia che mi avete accordato.

Cordialmente.

Roberto Tantardini

mercoledì 9 gennaio 2008

RISPOSTA DI SANDRO MANFREI SULLA SITUAZIONE PROVINCIALE

Cari Roberto e Andrea, ho ricevuto la vostra email in merito allasituazione legata ai fatti della cosiddetta "rifiutopoli" e devo diredi condividere pienamente le vostre preoccupazioni. In modo particolaremi preoccupa il fatto di vedere sottoposta ad attachi continui a mezzostampa da parte della opposizione, la Istituzione Provincia che ègovernata dal Centro Sinistra fino dalla sua Istituzione, senza che cisiano risposte di carattere politico a queste prese di posizione. E'pur vero che immediatamente, quando si sono verificati gli arresti deidue funzionari, vi è stata una presa di posizione pubblica da parte deipartiti dell'Unione che ha espresso fiducia alla Giunta Provinciale edha confidato nell'operato della Magistratura, ma, dopo oltre tre mesi,sarebbe opportuno che venissero dati ulteriori segnali. Immediatamenteprima di Natale ho chiesto al Coordinatore Provinciale del PD, dopoavere sentito il Presidente della Provincia ed il Capogruppo dellostesso PD in Provincia, perchè venisse assunta una posizione nostra inmerito a queste vicende, ricevendo una risposta di volontà chiara inquesta direzione. Ritengo che nei prossimi giorni ciò sarà fatto equesto potrà costituire una risposta anche alle sollecitazioni che ciavete inviato.

domenica 6 gennaio 2008

SITUAZIONE PROVINCIALE

Cari compagni e amici del Partito Democratico lodigiano,

ci preoccupa la situazione in cui si è venuta a trovare la Provincia negli ultimi mesi in seguito ai noti fatti ed a una situazione persistente di mancate decisioni, in particolare per quel che riguarda le critiche inerenti la gestione ambientale del territorio.
Quotidianamente assistiamo sulla stampa locale ad articoli o lettere che attaccano la Provincia nella figura dell'Assessore e che, da un po di tempo, alzando il tiro chiamano in causa direttamente il Presidente, questo avviene sia da parte di personalità politiche lodigiane ma anche, e la cosa è ancor più preoccupante, da privati cittadini.
Ad un anno e mezzo dalle future elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale una situazione di questo tipo sta diventando insostenibile, a nostro avviso questo è determinato anche dal fatto che il Presidente della Provincia non è nelle condizioni di prendere certe decisioni perché non adeguatamente supportato da un partito, il PD provinciale, che non essendo ancora costituito, manca di una struttura a livello di vertice in grado di sostenerlo.
In questo quadro difficile, pur stimando certe personalità politiche e riconoscendo quanto di buono hanno fatto nel corso degli anni, non si può fare finta di niente, esistono chiare responsabilità politiche, riteniamo sia giusto che ognuno si assuma le proprie, anche perché non è tollerabile che un intero settore quello della Pianificazione Territoriale si trovi con i massimi dirigenti inquisiti od arrestati e il centro sinistra non trovi le adeguate risposte.
Stupisce e non passa inosservata in mezzo a tanto immobilismo la tempestività con cui vengono assegnate poltrone ai soliti uomini fidati, bloccando di fatto quel rinnovamento tanto auspicato dai promotori del Partito Democratico in un’operazione politica volta alla conservazione del potere a tutti i livelli.
Se questa è la partenza del neo partito democratico gli auspici non sono certo i migliori, cari amici e compagni cosi non si va da nessuna parte, cosi andiamo a sbattere.
A noi sembra evidente che la situazione creatasi, se intendiamo continuare ad amministrare la Provincia di Lodi, va riportata su un binario che consenta di individuare quei criteri che andranno a determinare i processi decisionali sia per quel che riguarda le politiche di governo della Provincia, sia per quel che riguarda le figure che andranno a ricoprire ruoli di governo.
Rivolgiamo questo appello agli amici e a i compagni, a chi crede nel PD come partito nuovo e non come nuovo partito, a chi ha passione per la politica e non per il potere, a chi tiene alla buona amministrazione e non alle poltrone, a chi difende ambiente e territorio e non a chi li usa per carriera e stipendi.
A chi ha passione e crede nel futuro. Futuro della società, non il proprio.

lunedì 17 dicembre 2007

LETTERA AL PRESIDENTE DELL'ANCI LOMBARDIA

Caro Lorenzo,ti invio questa lettera in funzione del ruolo di Presidente dell’ANCI Lombardia che ricopri.Sicuramente avrai seguito le vicende legate alla ripartizione dei fondi previsti dalla legge n° 368 del 24/12/2003 inerente le misure compensative per i comuni ospitanti impianti e depositi di materiale radioattivo. A causa di una legge male articolata tali fondi spettano in via esclusiva al comune sede dell’impianto e alla provincia cui il comune appartiene, pertanto in modo profondamente ingiusto restano esclusi da tali finanziamenti i comuni di Caselle Landi e di Castelnuovo Bocca d’Adda i cui territori si trovano a circa 2,5 e 4 Km dall’impianto e ne beneficeranno invece comuni che si trovano in provincia di Piacenza ma dislocati a distanze ben maggiori, la cifra di cui stiamo parlando, sbloccata da una delibera del CIPE, è di circa 20 milioni di euro e verrà ripartita in parti uguali tra il comune di Caorso e la provincia di Piacenza.Nel mese di luglio ho sollevato la questione con una lettera al cittadino a cui sono seguite dichiarazioni dei Sindaci delle 2 comunità interessate e una chiara dimostrazione di interesse e di impegno sia da parte di Osvaldo che di Gianni.La questione ha sollevato un dibattito e prese di posizione tra cui quella del Sindaco di Caorso che in veste di Presidente ANCI dei comuni ospitanti impianti nucleari si è reso disponibile a sostenere le nostre richieste nelle opportune sedi, nello specifico parlava di un incontro che si è tenuto il 20 Novembre a Roma in sede ANCI.Ti chiedo quindi di sostenere le iniziative intraprese sia da Osvaldo che da Gianni e di farti carico delle nostre istanze rappresentandole in sede ANCI affinché si trovi una soluzione che tenga conto dei disagi e dei rischi che hanno corso e corrono tutt’ora le comunità di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda.Certo che farai un del tuo meglio l’occasione mi è gradita per augurarti buon lavoro e salutarti cordialmente.

Roberto Tantardini
Consigliere Comunale di Caselle Landi

Luca Canova "Le emissioni di Caorso non rispettano i confini amministrativi"

La centrale di Caorso è stata oggetto di analisi, pareri e contestazioni fra il 1977 e il 1986. Una delle maggiori perplessita’ riguardava la sua localizzazione in prossimita’ di aree densamente abitate e l’enorme numero di abitanti che avrebbe dovuto abbandonare Emilia e Lombardia in caso di incidente. Ricordo che i piani di evacuazione, tristemente noti negli anni ’80, coinvolgevano l’intera bassa lodigiana nel programma di evacuazione in caso di incidente grave, fino a lambire i confini dei maggiori centri abitati.Ora, questa è la miglior dimostrazione del fatto che il fall out della centrale, fosse esso dovuto a un incidente durante il funzionamento o a incidente ai depositi di scorie tuttora presenti, non riconosce alcun confine amministrativo ma si espande su buona parte della bassa pianura lodigiana e piacentina in maniera, come dire, “bipartisan”.Si dovrebbe percio' ritenere che i fondi e i rimborsi seguano lo stesso percorso, mentre curiosamente si concentrano su un solo lato del Po; uno strano caso di fall out che, piu’ che con le leggi della fisica, è spiegabile con il mancato raccordo fra amministrazioni comunali e sovracomunali.Ora si vocifera che accordi di programma potrebbero regolare la materia, ma sembra assai improbabile che i fondi che ricadono attualmente sull’Emilia vengano distribuiti anche sulla nostra Bassa.Eppure il Basso Lodigiano ha subito gli stessi problemi, ospitato gli stessi elettrodotti, attinto alla stessa acqua dei nostri amici di oltre Po.Riconosciuta l'oggettiva ingiustizia di questa situazione, e seguendo le iniziative dei nostri rappresentanti in Regione e al Governo, credo sia encomiabile l’impegno di alcuni consiglieri della Bassa Lodigiana, in particolare di Caselle Landi, per ottenere un giusto riconoscimento per tutto il territorio della Bassa.Faro' quanto mi è possibile per appoggiare questa scelta legittima e profondamente giusta, iniziando a chiedere un aggiornamento dello stato delle conoscenze con una interrogazione in Consiglio Provinciale e proseguendo con iniziative che coinvolgano comuni e Ministero competente.

Cordialmente
Luca Canova
Partito Democratico
Consiglio Provinciale di Lodi

RISPOSTA DEL SINDACO DI CAORSO ALLA LETTERA APERTA

In intendo puntualizzare di non aver mai espresso in alcuna sede l’affermazione attribuitami, bensì , di aver sempre sostenuto che la Legge 368/2003, legge dello Stato, prevede misure di compensazione territoriale , fino al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, e, di aver , a nome del Coordinamento dei Sindaci con servitù nucleari , intrapreso una forte azione per pervenire all’applicazione della legge e per ottenere l’assegnazione dei benefici previsti.Riconosco certamente il sostegno , assicurato in passato, dai Comuni di Caselle Landi , Castelnuovo Bocca d’Adda e dalla Provincia di Lodi , ma è indispensabile proseguire la strada con impegno, umiltà e spirito di collaborazione senza più cercare di allontanare le problematiche. Occorre molta sinergia e senso di responsabilità da parte di tutti e un costante impegno a garanzia che tutte le attività di decommissioming si possano svolgere, attraverso il coordinamento dei vari Enti preposti, in condizioni di massima sicurezza, e attraverso la necessaria, completa e periodica informazione per la popolazione residente nelle aree interessate dai predetti impianti, mediante adeguati programmi di comunicazione.In qualità di Presidente della Consulta Anci Comuni sedi di Servitù Nucleari , intendo informare che, in occasione dell’incontro che si terrà a Roma presso la sede Anci nella mattinata del 20.11.2007 , sarà formulata una richiesta agli organi competenti affinché vengano previste risorse finanziarie aggiuntive destinate ai comuni limitrofi ai territori sedi di impianti nucleari , da utilizzare per programmi e interventi qualificati in ambito ambientale e socio economico. Confermo tutta la disponibilità e la volontà di coinvolgere tutte le amministrazioni dei comuni limitrofi affinché ,attraverso azioni coordinate e mirate, possano far emergere le specifiche problematiche e le particolari esigenze dei propri territori e che, a ragione, dopo vent’anni dal referendum del 1987, ritengono doveroso ottenere un giusto riconoscimento per i danni subiti in relazione alla presenza di un impianto nucleare.

IL SINDACO
Fabio Callori

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CAORSO

Egregio Signor Sindaco,

in merito all’affermazione a lei attribuita e riportata su “Il Cittadino” del 08/11/2007 in cui si riferiva ai paesi della bassa lodigiana dicendo “Dov’erano, questi ultimi, quando bisognava farsi sentire ? Troppo comodo salire sul treno adesso, si mettano pure in coda” vorrei ricordarle che le comunità di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda nonché la provincia di Lodi hanno sempre sostenuto tutte le iniziative proposte dall’amministrazione comunale di Caorso in merito allo smantellamento dell’impianto nucleare anche quando non si parlava assolutamente di contributi.Le faccio presente che i Consigli Comunali dei paesi della bassa hanno votato ordini del giorno in cui si chiedeva lo smantellamento dell’impianto, inoltre erano presenti insieme alle locali associazioni di volontariato alla marcia organizzata dal Comune di Caorso sempre sullo stesso tema, alla luce di quanto sopra mi sembrano alquanto ingenerose le affermazioni a lei attribuite.Probabilmente negli ultimi mesi da parte delle amministrazioni della bassa lodigiana c’è stata poca attenzione nel seguire gli sviluppi della vicenda e solo dopo il mio appello pubblicato su Il Cittadino nel luglio scorso i Sindaci hanno agito con la determinazione dovuta.Il vero problema sono i disagi a cui sono stati sottoposti anche i cittadini delle nostre comunità dall’entrata in funzione dell’impianto senza che questi venissero mai riconosciuti.Le sembra giusto, Signor Sindaco che a causa di una legge male articolata che tiene conto solo dei confini amministrativi ignorando il territorio nel suo complesso i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo che distano rispettivamente 2,5 e 4 Km dall’impianto in questione non beneficino neppure in minima parte delle misure compensative previste e magari altri comuni posti a distanze ben più significative, senza aver mai subito alcun tipo di disagio, godano di questi contributi solo perché si trovano in Provincia di Piacenza?
Cordialmente
Roberto Tantardini
Consigliere Comunale di Caselle Landi

CAORSO NON DARA' UN EURO AL LODIGIANO

Di seguito riportiamo un articolo pubblicato su "Il Cittadino" dell 8/11/2007
Doccia fredda sulla Bassa: Caorso ci vede come degli opportunisti. È rimbalzata addirittura sull’agenzia Ansa la dichiarazione con la quale Fabio Callori, 44 anni, sindaco del “paese nucleare”, ha escluso la divisione della torta da 10 milioni di euro con i comuni del Lodigiano e del Cremonese. «Dov’erano, questi ultimi, quando bisognava farsi sentire? Troppo comodo salire sul treno adesso, si mettano pure in coda». Affermazioni che non lasciano spazio a dubbi, ma che Callori rinfranca ulteriormente: «Capisco le ragioni dei comuni piacentini, ma non quelle delle province di Cremona e Lodi». La questione è arci-nota: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica)ha dato il via agli stanziamenti destinati a rimborsare i caorsani per la dolorosa convivenza con “Arturo”, il reattore nucleare chiuso nel 1987 a seguito del referendum che bocciò l’energia atomica in Italia. Caorso, 4.800 abitanti, si è vista riconoscere un confetto da 10 milioni di euro (corrispondenti a 2100 euro pro capite) da far venire l’acquolina in bocca.Anche la provincia di Piacenza ha ricevuto un bonus milionario, che potrebbe coprire le velleità dei limitrofi piacentini (si tratta di Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro, Cortemaggiore, Pontenure e del capoluogo): a questo punto, Callori deve aver assaporato la possibilità di trattenere per intero il “tesoro di Arturo”. I sindaci dei comuni lodigiani confinanti (Gianfranco Manzoni di Castelnuovo Bocca d’Adda e Renzo Contardi di Caselle Landi, ieri irrintracciabili) si sono affrettati a proporre, peraltro garbatamente, una loro compartecipazione; il viceministro lodigiano Gianni Piatti ha suggerito la formula attraverso la quale la Bassa potrebbe godere dell’enorme cifra (non direttamente in soldi, ma con opere pubbliche di interesse comune), ma ora Callori chiude la porta. In compenso, per il paese al di là del Po potrebbe aprirsi una stagione d’oro: «Saranno tagliate sia l’Ici che l’imposta sui rifiuti - spiega il sindaco caorsano - poi asfalteremo le strade e realizzeremo una tangenziale, per allontanare i camion dalle case». Ed ancora, si pensa ad un impianto di sollevamento per ripulire le acque del Chiavenna, il torrente che attraversa il paese, si progetta una rete di telecamere contro i ladri e si sogna la costruzione di una piscina, per migliorare la situazione degli impianti sportivi: con tanti saluti al Lodigiano.
Paolo Migliorini

LETTERA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE AI COMPAGNI DI CASELLE LANDI

Care Compagne e Cari Compagni,
Vi ringrazio della Vostra lettera e soprattutto del senso di responsabilità che avete dimostrato in occasione delle recenti elezioni primarie per il PD: la posizione da cui eravate partiti mette in evidenza che la scelta da Voi fatta ha un carattere squisitamente politico, tanto più apprezzabile in quanto ha dovuto confrontarsi anche con le scelte fatte da Attilio Dadda, sulle cui motivazioni ho fatto pervenire direttamente a lui le mie valutazioni, che Vi allego alla presente.
Il risultato ottenuto a Caselle Landi ha concorso, assieme a quello di tutti gli altri paesi e città, piccole e grandi che siano, a fare grande il risultato delle elezioni primarie nella Provincia di Lodi. Per questo, anche se non sono in grado in questo momento di assumere impegni rispetto alla futura rappresentanza del Partito Democratico, in quanto occorre attendere la riunione della Costituente Nazionale del 27 Ottobre e quella della Costituente Regionale del 10 Novembre per capire come si procederà alla strutturazione del Partito anche nei singoli territori, posso rassicurarVi sul fatto che sarà impegno mio fare in modo che le Vostre istanze, che sono quelle della sinistra da cui tutti proveniamo, siano adeguatamente rappresentate nel Partito Democratico del Lodigiano.
Vi ricordo anche che l'attività dei DS non cesserà automaticamente con la costituzione degli organismi dirigenti del nuovo partito. Come sapete, ed a questo proposito anche i nostri organismi dirigenti saranno chiamati ad esprimersi, stiamo lavorando per la costituzione di una Fondazione Provinciale, in cui confluiranno tutte le proprietà, immobiliari o no, dei DS il cui compito principale, così come è definito nell'art. 2 della Bozza di Statuto è "La Fondazione ha come finalità la promozione dei valori della sinistra italiana ed europea". Anche in questo ambito, ritengo potrà essere messa a frutto l'esperienza che la Sezione di Caselle Landi, come tante altre Sezioni, hanno sviluppato in questi anni di intensa attività politica.
Per queste ragioni Vi chiedo di unirVi alla richiesta della lettera che ho inviato ad Attilio, perchè possa riconsiderare le sue decisioni: anche in questa fase c'è ancora molto da fare per lui e per tutti noi.
Un cordiale saluto anche da parte mia e di tutta la segreteria dei DS di Lodi.
Alessandro Manfredi

LETTERA AL SEGRETARIO PROVINCIALE

Caro Segretario,ad una settimana abbondante dallo svolgimento delle primarie, ci preme sottoporti alcune questioni che non abbiamo sollevato precedentemente per evitare inutili e dannose polemiche.Come tu sai gli iscritti di Caselle Landi in fase congressuale si sono espressi a favore della terza mozione e nonostante le settimane precedenti le primarie ci siano stati attriti come le dimissioni del Presidente della Direzione Provinciale e la totale esclusione di rappresentanza delle nostre sensibilità all’interno delle liste a sostegno di Veltroni, seppure con qualche mal di pancia, con senso di responsabilità abbiamo deciso di organizzare le primarie dando il nostro contributo alla costruzione del PD.Quel che ci preoccupa ad oggi è che avendo perso il rappresentante di riferimento a livello provinciale le nostre istanze non abbiano la possibilità di essere valorizzate nel modo dovuto, in particolare nel momento in cui si definiranno le cariche provinciali del Partito Democratico rischiamo ancora una volta ed in modo definitivo di non essere rappresentati pur avendo raccolto un buon 20% dei consensi a livello provinciale.Non conosciamo e non vogliamo entrare nel merito delle dinamiche che hanno portato alla definizione delle liste per la costituente del Partito Democratico, complesse per le ragioni che anche tu hai spiegato nell’ultima direzione provinciale inoltre ulteriori elementi di difficoltà sono derivati sicuramente anche da pressioni territoriali e dualismi che non hanno contribuito a recepire in modo positivo le ragioni di tutti, logiche di cui francamente si fatica a capirne le ragioni in quanto nel momento in cui due partiti si fondono per dare vita ad un nuovo soggetto politico è assurdo che delle “faide” interne contribuiscano a creare degli elementi di tensioni dannosi al partito stesso.Pertanto ci siamo rivolti a te, preoccupati di una situazione che rischia di far perdere per strada compagni che in questi anni spinti dalla passione hanno maturato esperienze significative che possono sicuramente dare un considerevole contributo alla costituzione del nuovo partito e alle istanze del territorio che rappresentano, affinché con la tua capacità di mediazione, dimostrata anche in fase congressuale, tu possa fare in modo di garantire un’adeguata rappresentanza anche a chi pur essendo favorevole alla costituzione del PD intravedeva nel percorso alcuni limiti.Le nostre ragioni hanno l’ambizione di dare un contributo costruttivo al partito che stiamo costituendo, sicuri che le valuterai con lo spirito dovuto ti porgiamo i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro

Ds Caselle Landi

PRIMARIE DEL 14 OTTOBRE

Gli iscritti della sezione di Caselle Landi non hanno fatto mancare il loro contributo per le primarie del 14 ottobre, di seguito i risultati ottenuti e una foto del seggio presidiato da due “vecchi” compagni.


Seggio di Caselle Landi colleggio n° 6 Lodi-Crema

COSTITUENTE NAZIONALE
Valide: 44
Schede bianche: 0
Schede nulle: 4
Contestate: 0
Totale schede votate: 48

Voti espressi alle liste:
Lista n°1 Con Veltroni: voti 25
Lista n°2 Democratici per Veltroni: voti 7
Lista n°3 Democratici per Enrico Letta: voti 9
Lista n°4 Con Rosy Bindi: voti 3

COSTITUENTE REGIONALE
Schede valide: 48
Schede bianche: 0
Schede nulle: 0
Schede contestate: 0
Totale schede votate: 48

Voti espressi alle liste:
Lista n°1: Con Bindi e Sarfatti: voti 5
Lista n°2: Giovani Democratici per Martina: voti 2
Lista n°3: Progetto Lombardia con Martina: voti 4
Lista n°4: Democratici Lombardi per Veltroni e Martina: voti 37


CONSIDERAZIONI SUL MANIFESTO DEL LAVORO

Care compagne e cari compagni, ci sembra utile in questa fase proporre alcuni elementi di discussione inerenti le problematiche che investono il mondo del lavoro e dell’impresa. Come DS di Caselle Landi condividiamo i contenuti del “Manifesto del lavoro”, comunque ci preme sottolineare alcune questioni che un partito davvero riformista dovrebbe saper cogliere; l’obbiettivo che ci poniamo è quello di avanzare proposte (anche provocatorie) con l’intento di aprire un dibattito riguardante:

  • Maggior efficienza del pubblico impiego
  • La sicurezza sui luoghi di lavoro
  • Una possibile flessibilità della contrattazione collettiva
  • La responsabilità sociale delle imprese
Maggior efficienza del pubblico impiego
A nostro avviso il manifesto del lavoro non tocca a sufficienza con una proposta davvero riformista il tema del pubblico impiego, dove a fianco della gran parte dei lavoratori che svolgono le proprie mansioni spesso in condizioni di forte disagio, troviamo alcuni nullafacenti che forti delle tutele di cui godono (e a volte di una inspiegabile difesa da parte dei sindacati ) con comportamenti poco professionali mettono in cattiva luce tutto il sistema. Occorre quindi una riforma del pubblico impiego che preveda norme sanzionatorie per quei dipendenti che non adempiono al proprio dovere perché i nullafacenti e gli assenteisti per definizione non sono lavoratori e danneggiano i lavoratori stessi.La finalità di una proposta di questo tipo è quella di dare maggiore efficienza alla pubblica amministrazione individuando responsabilità precise ed avvicinandola alle esigenze ed alle aspettative della nostra società.
Sicurezza sui luoghi di lavoro
E’ ormai cronaca di tutti i giorni la tragedia delle morti bianche, negli anni la progressiva stratificazione di strumenti normativi (Decreti Legislativi 277/91, 626/94, 494/96 e 528/99 e successivi) non hanno assolutamente migliorato la situazione, si sono creati solo eserciti di esperti che hanno prodotto una smisurata quantità di materiale cartaceo che nessuno legge e che serve solo ad arricchire questi “esperti” della sicurezza e ad essere in regola con le ispezioni delle ASL o dell’ispettorato del lavoro.E’ evidente che la strada fin qua intrapresa si è dimostrata fallimentare, bisogna quindi trovare urgentemente soluzioni credibili che producano sicurezza sui luoghi di lavoro e non solo burocrazia.L’obbiettivo che dobbiamo porci è rendere sicuro il lavoro concentrando l’attenzione sulla figura che paga sempre in prima persona, l’OPERAIO, suggeriamo quindi di snellire drasticamente tutta la parte burocratica trasferendo queste risorse all’aspetto formativo organizzando costantemente e in modo obbligatorio dei seri corsi di formazione e informazione.
Flessibilità della contrattazione collettiva
Fermo restando che la contrattazione collettiva deve essere la regola ed è un dato di fatto che non rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico delle imprese, considerata la forte eterogeneità socioeconomica italiana non sarebbe da escludere la possibilità che una seria operazione di investimento imprenditoriale, soprattutto in quei distretti dove c’è una forte crisi occupazionale, possa essere sostenuta anche concertando scelte di parziale allentamento dei vincoli derivanti dai contratti collettivi nazionali per un tempo determinato.
Responsabilità sociale delle imprese
Riteniamo che le realtà imprenditoriali di qualsiasi dimensioni esse siano in un contesto di continua innovazione debbano dotarsi di un codice di natura etica che spinga gli imprenditori ad assumere un comportamento socialmente responsabile nei confronti sia delle aspettative economiche che di quelle socio-ambientali. Un prodotto infatti, non è apprezzato solamente per le sue caratteristiche qualitative, spesso è scelto anche sulla base della filosofia e dell’etica che accompagnano il marchio di cui è portatore, riteniamo quindi che la responsabilità sociale di un impresa debba diventare una strategia dove possano convivere sia le istanze economiche che le attenzioni sociali e ambientali in un’ottica di sviluppo sostenibile.

MISURE COMPENSATIVE PER LA PRESENZA DI MATERIALE RADIOATTIVO SUL TERRITORIO

La legge n° 368 del 24/12/2003 prevede tra le altre cose misure compensative per i comuni ospitanti impianti e depositi di materiale radioattaivo e in proporzione riconosce una quota anche ai comuni confinanti.
Martedì 17/07/2007 sono stati convocati a Roma presso il Ministero dell’Ambiente i comuni interessati dalla presenza di materiale radioattivo sul proprio territorio, Caorso in primis. L’ammontare dell’indennizzo di cui si parla è di almeno 20 milioni di euro che come previsto dall’articolo 4 della legge in oggetto verranno ripartiti in modo proporzionale tra il comune di Caorso, i comuni confinanti e la Provincia di Piacenza.
Ovviamente nei comuni della bassa piacentina si è acceso un dibattito sulle modalità di ripartizione e di utilizzo dei fondi in oggetto. A questo punto mi chiedo come mai i comuni della bassa lodigiana, tra cui i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo che confinano direttamente con il comune di Caorso ed in modo particolare Caselle Landi che ha una parte del proprio territorio sulla sponda Piacentina del Po ed una parte del centro abitato che ricade nella fascia di maggior rischio (meno di 5 Km dall’impianto) non siano stati coinvolti nella vicenda sebbene la legge riconosce a tutti i comuni confinanti parte del risarcimento in oggetto.
Pertanto l’appello che sentiamo di fare rivolgendoci ai Sindaci interessati, al Presidente della Provincia e al Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Ambiente Sen. Gianni Piatti è di farsi carico della questione garantendo il diritto alle misure compensative previste dalla legge che spettano ai comuni della bassa lodigiana in quanto confinanti con il comune sede dell’impianto.