IL CIRCOLO DI CASELLE LANDI

Il Circolo del PD di Caselle Landi nasce da quella che era la sezione dei DS di Caselle Landi, quest'ultima intitolata ad Antonio Gramsci è stata fondata nel 1975 da un gruppo di compagni precedentemente iscritti alla sezione di Codogno, il primo segretario Contardi Giuseppe poteva contare su circa 20 iscritti che si sono resi immediatamente disponibili per organizzare la prima Festa dell'Unità. Se consideriamo il contesto storico e culturale di Caselle Landi dove attualmente il centro destra raccoglie percentuali di consenso attorno al 70% possiamo renderci conto delle difficoltà incontrate nel coinvolgere le persone nella vita politica, nonostante questo nel 1980 una coalizione di centro-sinistra per la prima volta nel dopo guerra ha vinto le amministrative governando per 5 anni la nostra comunità, lasciando un segno positivo che ancora oggi la fa ricordare come una delle migliori amministrazioni del dopo guerra. Vicende più personali che politiche non hanno più permesso di ripetere questo tipo di esperienza escludendoci per 10 anni dalla vita amministrativa del paese, dal 1995 siamo ancora presenti in amministrazione con un gruppo consigliare di opposizione che si riconosce nel centro sinistra.Dal 1990 per ragioni legate al rispetto delle nuove normative in materia di impiantistica e per un calo delle persone disponibili non è stato più possibile organizzare la tradizionale Festa dell'Unità, comunque tra alti e bassi la sezione di Caselle Landi è sempre stata attiva apportando il proprio contributo alla vita sociale e politica del paese; ad oggi nella bassa lodigiana la nostra sezione rimane con quella di Maleo l'unica unità di base attiva. I tempi cambiano e certe dinamiche sociali e politiche sono da ritenetsi non al passo con i tempi, la maggior parte degli iscritti hanno deciso di confluire nel Partito Democratico facendosi comunque portatori di quei valori che hanno caratterizzato la vita politica italiana e che riteniamo siano alla base di una società equa e a misura d'uomo.

venerdì 27 giugno 2008

NUCLEARE A CAORSO


Caro Direttore,
noi siamo cittadini della Bassa Lodigiana, una zona della nostra Provincia che, diciamo la verita’, è stata in buona parte dimenticata nel corso di questi ultimi anni. Il Cittadino ha dato ampio spazio ai nostri cahiers de doléances, ma non siamo nella Francia del 1789 ed è difficile farsi ascoltare. Ragion per cui ci rivolgiamo per l’ennesima volta a questo giornale per fare il punto sulla situazione della centrale dimessa di Caorso, sui costi che il nostro territorio ha sopportato e sui risarcimenti che non sono mai arrivati.
La storia di Caorso è nota a tutti i lettori, ma non tutti fra loro sanno che l’esistenza di questa centrale ha dato origine, nel tempo, a una cascata di risarcimenti assolutamente legittimi che, tuttavia e per ragioni inspiegabili, si è riversata solo sulla parte piacentina del Po. Per la parte lodigiana, che ha subito lo stesso rischio potenziale per l’esistenza della centrale, i governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno riservato alcun risarcimento. Non stiamo parlando di poca parte del territorio, bensi’ di comuni come San Rocco al Porto, Santo Stefano Lodigiano, Caselle Landi Corno Giovine, Cornovecchio, Maleo, Meleti, Maccastorna, Castelnuovo Bocca d’Adda. Nove comuni, e alcune migliaia di persone che vivono da anni con vista sulla poco rassicurante cupola del buon vecchio “Arturo”, al pari dei comuni di Caorso, San Pietro in Cerro, Monticelli e Pontenure, ma che al contrario di questi convivono con il rischio nucleare senza alcun tipo di riconoscimento.
Eppure i piani di evacuazione, tristemente noti negli anni ’80, coinvolgevano l’intera Bassa Lodigiana in caso di incidente grave e questa rimane la miglior dimostrazione del fatto che l’eventuale fall out della centrale, fosse dovuto a malfunzionamento o ai depositi di scorie tuttora presenti, non avrebbe riconosciuto alcun confine amministrativo ma si sarebbe espanso su buona parte della bassa pianura, indipendentemente dai confini amministrativi.
Il nostro territorio ha sperimentato insomma gli stessi problemi, ospitato gli stessi elettrodotti, ha subito la costruzione della diga di isola Serafini che ha devastato l’ecologia di tutto il tratto mediano del Po, attinto alla stessa acqua dei nostri amici di oltre Po.
Ed è quindi giusto, pensiamo, che questo stesso territorio, dopo aver sperato per un paio d’anni che un minimo di giustizia gli venisse restituita, si faccia oggi interprete in prima persona di questa necessita’. Soprattutto oggi che si vocifera di una possibile riattivazione della centrale nucleare. Avremo modo di parlare di questo specifico aspetto della vicenda, ricordando che le ultime stime della catastrofe di Chernobyl parlano, in un territorio immensamente meno popolato del nostro, di piu’ di 500.000 morti e di milioni di contaminati a causa del fall out della centrale ucraina.
Oggi siamo ad annunciare un’ iniziativa di semplice giustizia amministrativa, che i rappresentanti politici di questo territorio hanno deciso di attivare autonomamente, senza piu’ aspettare le lungaggini di apparati politici e istituzionale che sembrano aver perso qualsiasi rapporto dialettico con i territori che vorrebbero rappresentare.
Cari lettori, sono state fatte tante richieste e scritte tante lettere. L’impegno da parte di tutti in questa fase “redazionale” non si discute. Ma di risposte il territorio non ne ha ricevute. Ora come ora, la questione dei risarcimenti sta nell’art. 560 della Legge Finanziaria del 2008 che stabilisce che “i risarcimenti si ripartiscono …omissis….nonche’ nei comuni confinanti qualora situati in provincie diverse nel raggio di 10 Km dall’impianto medesimo”. Letta così, sembrerebbe che il caso sia risolto. Ma cosi’ non è, perche’ l’interpretazione ministeriale è che questo articolo della finanziaria vale solo per l’area circostante il deposito nazionale delle scorie nucleari (peraltro ancora da individuare, dopo la rivolta di Scanzano).
Noi abbiamo poca dimestichezza con il latinorum della legge statale, ma ci sembra che questa storia debba finire e vorremmo annunciare ai lodigiani quel che riteniamo giusto fare e che proveremo a fare. Riassumiamo obiettivi e azioni:
1-la Bassa Lodigiana è sottoposta al medesimo rischio della Bassa Piacentina, ed è abitata da cittadini italiani sensibili alle radiazioni, come tutti gli appartenti al genere umano.
2-pertanto, ogni misura compensativa che va a sostegno della Provincia di Piacenza e dei paesi della bassa piacentina, deve essere riconosciuta alla Provincia di Lodi e ai paesi della bassa lodigiana
3-l’interpretazione normativa deve includere tutti i siti in cui siano presenti vecchi impianti, scorie da processare, reattori da smantellare, per un raggio di 10 km centrato sull’impianto
4-questa misura compensativa deve essere inserita nella prossima finanziaria, in modo tale da rendere appostabili i fondi nei bilanci comunali del 2009.
Queste sono le nostre richieste. Per renderle “dinamiche” abbiamo chiesto ai nostri rappresentanti provinciali di formalizzarle, in forma di lettera prima e di interrogazione poi. Oggi è venuto il momento di una nuova fase: chiediamo agli stessi rappresentanti di formalizzare un ordine del giorno urgente in Provincia di Lodi e in Regione Lombardia, chiedendo a tutte le forze politiche di aderire con spirito bipartisan a questa iniziativa. Poi chiederemo a tutti i sindaci della Bassa Lodigiana di approvare lo stesso Ordine del Giorno e di trasmetterlo al Governo.
E a ottobre, insieme ai nostri rappresentanti consigliari, andremo a Roma a presentare queste richieste al Ministro competente.
Nel frattempo chiediamo ai quotidiani locali di tenere viva l’attenzione su questo importante tema e ai lodigiani di sostenerci.
E’ una questione di giustizia e di dignita’, per il Lodigiano e per la Bassa.
Luca Canova (Consigliere Provinciale-Lodi)
Roberto Tantardini (Consigliere Comunale Caselle Landi)

domenica 22 giugno 2008

INTERVISTA AL CONSIGLIERE COMUNALE ROBERTO TANTARDINI SULLA QUESTIONE CENTRALE DI CAORSO

Roberto Tantardini, 42 anni, consigliere comunale di Caselle Landi; hai deciso di sollevare la questione dei mancati indennizzi della centrale nucleare di Caorso al territorio. Spiegaci perchè

Perché vivo come altri cittadini del basso lodigiano sotto la tettoia convessa di “Arturo” ma, a differenza dei cittadini della provincia di Piacenza, da questa vicinanza ho ricavato solo ansia e preoccupazione, non fondi e risarcimenti!
Quindi, detto in pillole: siccome la centrale nucleare è stata ed è un elemento di preoccupazione oltre che per i “piacentini anche per i lodigiani, credo sia giusto che sia gli uni che gli altri condividano oltre alle preoccupazioni anche i “relativi” vantaggi.

Perché parli di vantaggi “relativi”?

Perché nessuno di noi, sia piacentino che lodigiano, sia di destra che di sinistra, ama convivere con una centrale nucleare dopo gli eventi di Chernobyl. Hanno un bel dire quanti affermano che quella era una centrale di vecchia concezione. Io non sono un fisico nucleare, ma mi limito alle cifre: 500.000 morti e 4.000.000 milioni di contaminati. Del resto sia le popolazioni lodigiane che piacentine hanno subito la stessa dose di irraggiamento per le quali sono state stanziate adeguate misure compensative, circa 20 milioni di Euro, che ad oggi sono solo nelle disponibilità del Comune di Caorso e della Provincia di Piacenza

Spiegaci meglio cosa vuoi

Semplice. Noi vogliamo gli stessi diritti dei nostri amici piacentini, visto che abbiamo condiviso gli stessi “oneri”. Loro avevano Caorso? Bene, anche noi avevamo Caorso. Loro vivevano con il rischio? Bene , anche noi, che viviamo a poche centinaia di metri dal reattore. Loro avevano paura? E come pensate che si vivesse a Caselle Landi e nella Bassa Lodigiana nel 1986 (anno della catastrofe di Chernobyl)?

Del resto il nostro territorio ha sperimentato gli stessi problemi, i piani di evacuazione, tristemente noti negli anni ’80, coinvolgevano l’intera Bassa Lodigiana in caso di incidente grave e questa rimane la miglior dimostrazione del fatto che l’eventuale fall out della centrale, fosse dovuto a malfunzionamento o ai depositi di scorie tuttora presenti, non avrebbe riconosciuto alcun confine amministrativo ma si sarebbe espanso su buona parte della bassa pianura lodigiana e piacentina.
Noi vogliamo una cosa molto semplice: che la finanziaria 2009 riconosca al Lodigiano gli stessi riconoscimenti che la finanziaria 2008 garantiva al Piacentino. Niente di più. Niente di meno.

A chi ti sei rivolto per avanzare queste richieste?

Abbiamo un consigliere provinciale, che come noi, è legato alla Bassa Lodigiana. Si chiama Luca Canova e finora non ci ha deluso, anzi, abbiamo fiducia in lui e nella sua intraprendenza, ma per me il livello provinciale è solo un primo passo. Dobbiamo arrivare al governo.

Qualcuno sostiene che il comportamento del governo Prodi sia insoddisfacente, almeno per queste richieste.

In verità la legge 368 del 24/12/2003 varata dal Governo Berlusconi esclude il territorio lodigiano perché le misure compensative sono previste solo per il comune ospitante l'impianto e la provincia di appartenenza del comune stesso, successivamente il governo Prodi non ha colmato questa lacuna pertanto i livelli insoddisfacenti, veri o presunti che siano, si valutano in rapporto ad una alternativa. Sarò il primo a riconoscere meriti ad altri governi, se questi ci garantiranno quello che Berlusconi prima, e Prodi poi, non ci hanno garantito. Aspettiamo e vediamo. Per ora sono paragonabili.

In sintesi cosa chiedi?

Il riconoscimento economico per l'irraggiamento subito. Ripeto: niente di più, ma niente di meno.

Finora che tipo di risposta hai ottenuto?

Abbiamo presentato un’interrogazione in Provincia di Lodi, e garanzie di impegno da parte della Giunta Provinciale

E poi cosa farai?

Chiediamo un ordine del giorno urgente in Provincia di Lodi e in Regione Lombardia, nel quale si chiarisca che, a partire dalla finanziaria 2009, tutti i siti che ospitano centrali nucleari hanno diritto a ripartire fondi compensativi, indipendentemente dai confini regionali, provinciali o comunali, entro un raggio di 10 chilometri dal sito nucleare. Poi chiederemo a tutti i sindaci della Bassa Lodigiana di approvare lo stesso Ordine del Giorno e di trasmetterlo al Governo.
Chiederò inoltre ai nostri rappresentanti consigliari in Provincia e Regione di presentare queste richieste al Ministro competente.
Ed infine un appello ai quotidiani locali e ai lodigiani di sostenerci. E’ una questione di giustizia e di dignità, per il Lodigiano e per la Bassa.

lunedì 9 giugno 2008

LATTE: CON GLI AGRICOLTORI

La Lombardia produce il 40% del latte nazionale ed il Lodigiano ne è seriamente il cuore, con una tradizione secolare, ma anche con una capacità di innovazione, di ammodernamento delle stalle, delle tecnologie e della qualità del latte che fanno del nostro territorio un’area nazionale ed europea.
Questo prodotto che ci viene invidiato e di alta qualità, lo si deve al lavoro paziente e tenace di tanti agricoltori che hanno saputo selezionare le razze, strutturarsi in cooperative, utilizzare gli esiti della ricerca agricola che nel nostro territorio ha ben cinque Istituti di Ricerca ministeriali a partire da quello per il latte e quello per le foraggere e la Fondazione Parco Tecnologico.
La trattativa per il prezzo della nuova stagione (che va dal 1 Aprile al 31 Marzo dell’anno successivo) si è interrotta l’8 Maggio scorso: gli allevatori chiedono di mantenere il prezzo attuale, 42-43 centesimi al litro, la metà di un caffè al bar; le industrie del latte chiedono invece di trattare sulla base di 36,74 centesimi che hanno rappresentato il prezzo medio, secondo loro, degli ultimi 12 mesi.
Le Associazioni industriali dicono di non essere in grado “di offrire l’importo richiesto” anche se, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, le trattative riprenderanno Martedì 10 Giugno p.v.
La Segreteria Provinciale del Partito Democratico condivide le richieste delle 00.SS Agricole e ritiene che, con le industrie del settore, debba essere trovata un’intesa, anche perché il prezzo al consumatore è enormemente più elevato anche se dipende dai vari tipi di latte in commercio:fresco, pastorizzato, microfiltrato, a lunga conservazione.
L’intesa è necessaria anche per riequilibrare i rapporti nella filiera, a cominciare dalla grande distribuzione.
Il P.D. in questi anni ha operato nelle Istituzioni ed in Parlamento per offrire ai produttori più potere contrattuale, per facilitare il ruolo delle cooperative agricole e le associazioni dei produttori, per normative tese a rendere possibile la “vendita diretta”, e mercati degli agricoltori nei Comuni e la presenza di prodotti tipici e “territoriali” nella grande distribuzione, per assecondare quelle “filiere corte”, che possono offrire latte e prodotti di qualità ai consumatori.
In tal senso vanno molte iniziative assunte dalla Provincia di Lodi a partire anche dal marchio “Lodigiano Terra Buona”.
La Federazione del P.D. del Lodigiano seguirà attentamente questa vertenza sostenendo le ragioni degli agricoltori, auspicando un’intesa rapida con il settore industriale anche dopo il prezzo più elevato pattuito in Germania ed in altri Paesi Europei, così come seguirà attentamente l’altra grande vertenza che riguarda i suinicoltori che potrebbe avere contraccolpi sulle 16 DOP della salumeria italiana, tra cui i prosciutti di Parma e San Daniele, dove il “copione” è analogo e dove il lavoro dei suinicoltori “è pagato il 30% in meno in termini assoluti rispetto al 1992” (Presidente Gusamaroli).
La Federazione del P.D. del Lodigiano chiede ai propri Circoli di assumere iniziative di sostegno agli agricoltori, essenziali anche per la tutela ambientale e del territorio, e chiede ai Sindaci e alle Amministrazioni Comunali di assumere iniziative a sostegno di queste giuste vertenze.



La Segreteria Provinciale PD
Il Segretario Provinciale
Giuseppe Russo







Lodi, 9 Giugno 2008

mercoledì 14 maggio 2008

DISCARICA DI SENNA UNA BATTAGLIA VINTA !!!

NESSUNA DISCARICA SORGERA' SULLA SPONDA DEL PO


La Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Lombardia nei giorni scorsi, ha bocciato il progetto della CRE che chiedeva l’autorizzazione per la realizzazione di una megadiscarica di 3 milioni di metri cubi in località Bellaguarda di Senna Lodigiana.
Si mette così fine ad una vicenda che aveva dell’incredibile e che ha costretto ad una mobilitazione pressante, quasi giornaliera, centinaia di persone, cittadini di quell’ansa di territorio lodigiano che è orgoglio e vanto naturalistico di tutto il territorio.
Da luglio 2007, quando la CRE presenta la richiesta di autorizzazione pochi giorni prima dell’entrata in vigore della nuova Legge regionale, abbiamo assistito ad una forte azione di contrasto sviluppata dalle popolazioni locali, dal Comitato antidiscarica, dai partiti, dalle Amministrazioni Locali e dalla Provincia.
Tutti insieme abbiamo prodotto un fronte compatto e propositivo che è stato capace di bloccare ogni tentativo di abuso territoriale, ogni azione che cercava di dribblare le norme che vincolano gli operatori economici a precise regole di comportamento.
Si tratta di una vittoria di chi, con testardaggine, ha visto l’abnormità della proposta della CRE e ha lavorato in ogni sede, dai Consigli comunali fino alle Commissioni consiliari regionali, per controbattere punto su punto un progetto che si è dimostrato lesivo dell’interesse collettivo e del bene pubblico primario, che è l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo.

Il Partito Democratico esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto.

Vede in questa vittoria il premio per il lavoro svolto dagli Enti locali lodigiani: Comuni
e Provincia e il risultato dell’azione efficace dei Consiglieri regionali del PD e del Centrosinistra nel vigilare sull’azione istituzionale della Regione Lombardia.
Tutto è stato fatto per dare alla nostra gente un futuro più vivibile e sicuro.
La battaglia di Bellaguarda è stata una battaglia di liberazione e come tale va salutata e ricordata. Costituisce un modello d’azione che deve servire da esempio per il futuro affinché nessuno possa pensare di sfregiare il nostro territorio con comportamenti puramente speculativi e distruttivi delle risorse lodigiane.

PARTITO DEMOCRATICO LODIGIANO
GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO REGIONE LOMBARDIA

sabato 10 maggio 2008

LETTERA DEL CIRCOLO PD DI CASELLE LURANI

Caselle Lurani, 08 maggio 2008


Caro Giuseppe,

scusandomi con te e con gli amici del partito per il ritardo con il quale faccio pervenire questa lettera e non avendo potuto partecipare all’ultima riunione del Coordinamento provinciale per impegni personali, consentimi brevemente alcune riflessioni che desidero porre all’attenzione della segreteria; riflessioni che nascono, prendendo spunto da quanto emerso in sede di riunione del nostro Circolo di Caselle Lurani, a commento dei risultati elettorali di carattere nazionale, ai quali peraltro si sono aggiunti quelli alquanto inaspettati delle amministrative romane.

Appare oggi più che mai necessaria una forte sollecitazione delle classi dirigenti del neonato Partito Democratico ad un forte cambiamento nella gestione interna dei processi decisionali, i quali, a fronte anche di quanto espresso dai cittadini in sede di votazione, dovranno necessariamente affrancarsi da un persistente e deleterio spirito “centralista”, pena altre e non permettibili delusioni elettorali.

Sembrerà forse superfluo evidenziarlo ma dobbiamo riconoscere che il largo consenso conferito alla Lega, in questi termini appare significativo. Esso non manifesta soltanto un forte desiderio di sicurezza, riflesso in un semplice voto di protesta; esso incorpora altresì una forte componente ideologica che trasversalmente alle due aree, di centro-destra e di centro-sinistra, evidenzia in parte una voglia di autoconservazione e una paura verso il “mutamento” sociale, ma dall’altra rileva innegabilmente un forte desiderio di autonomia nei processi decisionali da parte dei territori, richiesta che non trova la ragionevole corrispondenza ed il giusto spazio nelle strutture dei grandi partiti, fra i quali purtroppo anche il nostro.
Mi preme sviluppare qualche riflessione su quest’ultimo punto.

E’ innegabile che negli ultimi anni si sia assistito ad un generale processo di decentramento e di devoluzione di funzioni amministrative, dal Governo centrale ai Governi periferici. Tutto ciò, allora come Margherita e come D.S. ci ha visto protagonisti. Non dimentichiamo che fu l’allora Ministro della Funzione Pubblica, il prof. Franco Bassanini, esponente del centro-sinistra ad attuare tali riforme. E’ altrettanto innegabile che fu con legge n. 3/2001, nella penultima legislatura di centro-sinistra che fu costituzionalizzato il principio di sussidiarietà, per il quale competenze e decisioni debbono essere esercitate ed assunte il più possibile vicino ai cittadini, salvo esplicite ragioni di adeguatezza. Tutto ciò fu previsto e da noi condiviso, proprio per garantire un maggiore protagonismo dei territori nelle scelte amministrative fondamentali. Peccato però che l’intero processo non sia stato debitamente accompagnato da un progressivo “federalismo politico” in grado di coinvolgere i partiti radicati negli stessi territori e spronarli all’elaborazione di strategie politiche, da concertare con i livelli di partito superiori e che proprio perché ispirate a livello locale, fossero il frutto della conoscenza del proprio territorio e della consapevolezza dei suoi reali bisogni; scelte “calate” dall’alto, assunte in modo centralistico, hanno invece prodotto il risultato di allontanare buona parte dei cittadini dagli stessi partiti, ritenuti troppo distanti dalle loro concrete esigenze. Seppur con la magra consolazione di esprimere lieve soddisfazione per l’accettabile consenso elettorale conferito ad un partito che per la prima volta si e’ presentato dinnanzi agli elettori, e’ plausibile ritenere che tale questione non possa non essere portata in discussione sui tavoli adeguati.

Diventa sempre più rilevante accelerare il processo federalista del nostro partito, a maggior ragione perché nuovo e riformista. Non e’ sufficiente parlare ai cittadini nei nostri piccoli paesi e dialogare con essi, come qualcuno in modo semplicistico ritiene, ma bisogna dimostrare loro che la politica e’ in grado di sapere e soprattutto di poter decidere con loro e per loro. In questa direzione potremo per di più gradualmente recuperare la possibilità di ripresentare il nostro simbolo, anche nei momenti elettorali delle piccole municipalità, senza aggrovigliarci in liste civiche spesso ingessate dalla loro composita eterogeneità.
Siamo consapevoli che un tale cambiamento culturale non e’ compito agevole ma tuttavia dobbiamo porci obiettivi sfidanti se vogliamo costruire un progetto che sia proprio culturalmente valido.
Partendo da qui, si tratta di avviare un serio processo di strutturazione e radicamento del partito a livello locale, ove nell’ambito di un indirizzo generale definito a livello nazionale, si possa tra l’altro pervenire ad autonome decisioni riguardo le candidature al Parlamento nazionale, si possano decidere autonomamente le proprie strategie, comprese le alleanze elettorali per amministrative e regionali.
Appare utopistica e priva di fondamento l’idea di un partito federale strutturato sulla base di alleanze variabili, discrezionalmente decise nei territori, proprio perché ritenute magari più adeguate agli interessi locali? Non abbiamo forse detto di voler costruire un partito di idee e non di ideologie? Non e’ forse la condivisione di idee che può costituire una base di partenza per la costruzione di quella sintesi politica, divenuta il nodo centrale dell’azione del PD?

Così facendo forse sarà possibile conseguire due obiettivi fondamentali:

· Accompagnare politicamente e culturalmente il completamento di una seria e ben costruita riforma in senso federale dello Stato, sottraendo in tal modo al centro-destra e soprattutto alla Lega, il protagonismo su di una questione che se spogliata da fuorviante propaganda e da un’ideologia interessata, risulta assai rilevante per l’interesse generale del paese.
· Riavvicinare il nostro partito al territorio in modo tale che sulla base di una “leale collaborazione” tra i suoi differenti livelli, sia proprio la sua dirigenza locale ad elaborare ed a concertare decisioni i cui effetti ricadono all’interno del territorio stesso, evitando così inopportune conflittualità tra partito locale e partito nazionale su questioni e temi estremamente importanti (vedi la recente vicenda della Centrale di Bertonico).

Non potrà forse essere una semplice e magari poco accurata riflessione di qualche iscritto a risvegliare le coscienze di qualche nostro dirigente nazionale, ma il tema e’ centrale e all’interno di un partito che si definisce “democratico”, anche un piccolo Circolo, qual’e’ il nostro, ritiene che se vogliamo ambire a qualcosa di grande e forte, la questione dovrà essere necessariamente considerata e approfondita.

Con amicizia,


Davide Vighi
Portavoce PD
Circolo di Caselle Lurani

PRESA DI POSIZIONE DEI PARTITI DELL'UNIONE DI CENTRO SINISTRA CONTRO LE STRUMENTALIZZAZIONI IN ATTO SULLA VICENDA CENTRALE DI BERTONICO TURANO

In merito alla vicenda dell'insediamento della Centrale di Bertonico/ Turano il centro destra locale continua nell'opera di sciacallaggio avviata durante la recente campagna elettorale, ma si guarda bene dal dire che impegni intende assumere sia nell'ambito della Regione Lombardia dove Lega e Popolo della Libertà governano, sia, ora che hanno vinto le elezioni, nel prossimo Governo nazionale, presieduto dall'On. Silvio Berlusconi, che lo ricordiamo fu il Governo che nel 2005 approvò l'insediamento di questa centrale. E' necessario sottolineare questi aspetti perchè, dopo il recente annuncio di Sorgenia di dare avvio ai lavori di urbanizzazione dell'area, ci sono da una parte Enti Locali e Forze Politiche, quelle di centro sinistra, al Governo del territorio, che non si sono poste su un terreno di strumentalizzazione, ma di fronte ai problemi creati da un insediamento che, qualunque cosa ne dicano Lega e PdL, non hanno voluto i Comuni, si sono rimboccati le maniche, hanno lavorato ed hanno ottenuto impegni formali a livello governativo per istruire la revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, che può permettere di riconsiderare la decisione di insediamento.
Mentre, invece, le forze politiche di centro destra, continuano strumentalmente a ripetere lo stesso ritornello della responsabilità degli Enti Locali del Territorio che non ha assolutamente fondamento alcuno. Omettono infatti di dire:

  • che la Giunta Regionale di Roberto Formigoni ha approvato una delibera che ha dato il via libera all'insediamento di Sorgenia e tale delibera non è mai stata modificata;
  • che il Ministro Matteoli ha rilasciato l'Autorizzazione Integrata Ambientale senza effettuare tutti i necessari approfondimenti, tant'è che oggi è possibile rivedere tale autorizzazione in quanto l'autorità preposta ne ha riconosciuto l'insufficienza;
  • che i piani di lottizzazione dei Comuni, di cui tanto si parla, sono divenuti inservibili a seguito dell'entrata in vigore del decreto sblocca centrali del Ministro Marzano, anche lui esponente del Centro destra.

Probabilmente PdL, Lega e AN sono convinti, su questa base, di potere acquisire dei crediti politici da utilizzare il prossimo anno alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale e dei Consigli Comunali. Ma noi domandiamo loro: è questo l'interesse del nostro territorio? Noi siamo convinti di no, che oggi sia necessario che ognuno operi seriamente per la parte politica che rappresenta per concorrere a modificare le decisioni assunte e restiamo in attesa che i vari Guidesi e Pedrazzini e Regali diano una risposta alle domande che ancora recentemente il coordinamento per il no alla centrale ha rivolto con una lettera aperta a tutti gli esponenti politici del territorio:

1) cosa intende fare il Centro destra in Regione Lombardia per modificare la decisione , ribadita ancora recentemente dal Vicepresidente della Giunta Regionale, on.le Beccalossi, di considerare rispondente agli interessi regionali l'insediamento di una Centrale nell'area di Bertonico Turano?
2) Cosa intendono fare gli esponenti del Centro Destra eletti nel Parlamento Nazionale, presenti il 6 aprile alla Cascina Colombina, per supportare la decisione, assunta dal Ministro uscente dell'Ambiente, convalidata dal Presidente della Commissione istruttoria AIA e fatta propria dal Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente, di procedere ad una revisione di tale autorizzazione?
Se si vuole dimostrare di avere a cuore gli interessi del territorio, occorre dare una risposta chiara a queste domande, che non rivolgiamo noi, ma che rivolgono uomini e donne interessati alla tutela della propria salute e dell'ambiente in cui vivono; in caso contrario si ha in mente solo l'interesse di parte, ma non l'interesse del territorio in cui viviamo.
Da parte nostra, come forze politiche del centro sinistra, riteniamo di avere dimostrato concretamente questa volontà acquisendo l'impegno per la modifica dell'AIA e intendiamo continuare con coerenza su questa strada convinti che ci permetterà di acquisire ulteriori risultati positivi. In questo siamo confortati dal fatto che questa modalità, sperimentata per impedire l'arrivo della mega discarica di Senna, ci ha permesso di scongiurare anche questo pericolo.Ma forse è proprio questo risultato che brucia in modo particolare al centro destra, che ha sempre sostenuto che la Provincia di Lodi non sarebbe stata in grado di opporsi, e che lo porta ad assumere un atteggiamento così pretestuoso. Ma anche qui, ne stiano sicuri, non faranno molta strada.



I PARTITI DELL'UNIONE DELLA PROVINCIA DI LODI




Lodi, 8 maggio 2008

giovedì 1 maggio 2008

Lettera Sen. Gianni Piatti

Cari amici,

a conclusione dell’impegno svolto al Ministero dell’Ambiente mi pare opportuno ricordare una parte del lavoro fatto:

  • Ho partecipato costantemente ai lavori della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati presieduta dall’On. E.Realacci e, qualche volta anche alla Commissione Ambiente del Senato
  • rappresentato il Ministero dell’Ambiente al CIPE e alla Conferenza Stato–Regioni convocati mensilmente
  • presieduto la commissione interministeriale CIPE per il controllo delle emissioni inquinanti e quella per lo “sviluppo sostenibile”
  • presieduto il Comitato Istituzionale del Po e quelli degli altri fiumi italiani
  • rappresentato il Ministero dell’Ambiente al comitato per la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane
  • rappresentato il Ministero dell’Ambiente a numerose missioni internazionali


Con riferimento al nostro territorio, ricordo:

  • l’impegno per una corretta programmazione della politica energetica ed il risultato dell’AIA per la centrale di Bertonico-Turano, in collaborazione con Provincia e Comuni
  • l’approvazione al CIPE del progetto per la metropolitana sino a Paullo e per la riqualificazione della Paullese
  • il lavoro realizzato con la Provincia per la riduzione delle emissioni inquinanti dell’impianto di Tavazzano
  • l’impegno per l’approvazione della normativa sulle “vendite dirette” degli agricoltori e per un’agricoltura sostenibile (mitrati, biologico, tracciabilità dei prodotti, parchi e aree protette ecc..)
  • il lavoro svolto (commissioni ambiente, legge finanziaria e decreti) per potenziare le energie rinnovabili
  • l’impegno per riqualificare e difendere il ruolo degli Enti Pubblici nella gestione dell’acqua e per nuovi progetti per il Po (180 milioni deliberati nell’ultima riunione del CIPE)
  • l’impegno per il Piano Nazionale delle Bonifiche approvato e finanziato dal CIPE (Cerro al Lambro, Caffaro (BS), laghi di Mantova, Sesto S.Giovanni, Broni (PV) ecc…
  • il lavoro per svolgere a Milano la prima Conferenza Nazionale sulla bicicletta che ha permesso di istituire un “ufficio nazionale per la bicicletta”



    ALCUNE INIZIATIVE SVOLTE NEI MESI SCORSI


    BIENNO (BS): incontro con volontari ambientali di Legambiente .
    LUINO (VA): inaugurazione Ostello per giovani volontari ambientali.
    FORLI’: iniziativa pubblica sul tema dei rifiuti.
    BOLOGNA: intervento al convegno sul Piano delle acque della Regione Emilia Romagna.
    GENOVA: incontro pubblico alla festa de l’Unità provinciale sulle politiche ambientali.
    PAVIA: inaugurazione di una fattoria sociale, di un progetto per disabili e per acquisti “verdi”.
    ROMA: convegno Utilitatis e ANEA sul servizio idrico integrato:
    ROMA :partecipazione all’iniziativa di Legambiente e premiazioni dei comuni “ricicloni”
    LODI: inaugurazione nuova sede Parco Adda Sud.
    LODI : conferenza ambientale dell’amministrazione comunale.
    CASTELNUOVO (LO): incontro pubblico sulle energie rinnovabili in agricoltura.
    MANTOVA: incontro con il Sindaco e amministratori sul piano relativo alle bonifiche industriali.
    ERBA (VA): inaugurazione della Fiera dell’artigianato e conferenza sui problemi del codice ambientale.
    CREMONA: convegno nella Fiera agricola sulle biomasse.
    BRESCIA: inaugurazione nuova sede provinciale dell’AVIS.
    RIMINI: partecipazione alla Fiera di Ecomondo e interventi ai convegni sul “compostaggio” e sugli oli vegetali.
    RIPATRASONE (AP): conclusioni al convegno nazionale sulle Fattorie sociali.
    MILANO: conferenza lombarda Lavoratori Agroalimentari CGIL.
    MILANO: Fiera di Milano: convegno sulle politiche per la bicicletta.
    PESARO: incontro pubblico alla festa nazionale de l’Unità sul governo del territorio.
    PESARO: conclusioni al convegno sul piano ambientale delle Marche.
    COMACCHIO (FE): convegno sui Parchi e aree protette.
    MASERADA SUL PIAVE (TV): convegno pubblico sui rifiuti.
    SOGLIANO AL RUBICONE (FC): convegno sui rifiuti e sul ruolo delle aziende pubbliche.
    IDRO (BS): incontro con il Sindaco, amministratori e associazioni sui problemi del lago.
    ROMA: conclusioni convegno COBAT.
    LECCO: incontro con amministratori e visita al Parco Adda Nord.
    BARI: a “Mediterre”, conclusioni al convegno “I parchi e la pace”.
    POZZUOLI (NA): conclusioni convegno Formez sui Parchi e aree potette.
    LODI :conclusioni convegno su “Il reticolo idrico di pianura”.
    MANTOVA: conclusioni al convegno della Fiera Agricola sulle energie rinnovabili.
    MILANO: incontro con i Presidenti dei Parchi della Regione Lombardia.
    MILANO: convegno pubblico regionale sulla gestione del Protocollo di Kyoto e inquinamento atmosferico.
    RIPESCIA (GR): intervento Convegno nazionale Legambiente sulle energie rinnovabili.
    CAMERINO – UNIVERSITA’: convegno sulle aree protette.
    ABBIATEGRASSO: incontro pubblico sul fiume Ticino.
    MANTOVA: Convegno sul Po dell’Amministrazione provinciale.
    BELLUNO: relazione al Convegno della Presidenza del Consiglio sulla Convenzione delle Alpi.
    ROMA: relazione convegno ENEA sui mutamenti climatici.
    PADOVA: visita alla fiera ed intervento al convegno di legambiente sui veicoli meno inquinanti.
    COMACCHIO: inaugurazione fiera e conclusioni convegno carta europea turismo sostenibile.
    LODI: relazione convegno sulla cooperazione nel settore ambientale.
    ROMA: assemblea pubblica Municipio XVII su “equità e sostenibilità”.
    BRESCIA: conferenza stampa e presidio in P.zza della.Loggia sulla raccolta differenziata.
    MILANO: iniziativa regionale di Legambiente di premiazione dei comuni “ ricicloni”
    ROMA. intervento e iniziativa di Federparchi per presentazione documentario ambientale (i predatori del fiume azzurro).
    MILANO: premiazione alla FAST dei progetti innovativi di “giovani talenti”.
    KENIA- NAIROBI: partecipazione e intervento al convegno sulla “governance ambientale dell’ONU”.
    MAROCCO-AGADIR: intervento e partecipazione al Convegno “amici dellUNEO”(governance ambientale ONU).
    DANIMARCA – COPENHAGEN: partecipazione al meeting Europa – Paesi orientali sui temi ambientali.
    CREMONA: partecipazione alla Fiera dedicata “agli acquisti verdi” e al convegno.
    ROMA: relazione al convegno italo – tedesco sulle energie rinnovabili e sul settore dell’energia solare.
    ZELO B.P.( LO): incontro pubblico sulla viabilità e sulla necessità della metropolitana.
    PAULLO: inaugurazione della casa dell’acqua.
    TUNISI: intervento al convegno dei Paesi del Mediterraneo per la campagna “freedolphin” ed incontro con il Ministro dell’Ambiente della Tunisia.
    MILANO: apertura convegno sulla biodiversità del Parco –Nord.
    ISOLA D’ELBA:conclusioni convegno rifiuti Isole Minori.
    PIVERONE (TO): inaugurazione impianto biomasse.
    ROMA: incontro con unità di base APAT ed ENEA.
    MILANO: assemblea dei lavoratori della BRITISH TELECOM sui cambiamenti climatici.
    S.MARGHERITA DI STAFFORA (PV): inaugurazione sede istituto di ricerca e convegno sulla montagna.
    MEDIGLIA (MI): incontro pubblico su agricoltura-ambiente.
    BRESCIA: inconro pubblico con operatori economici dell’AC.sull’ energie rinnovabili
    GOLA DEL FURLO: inaugurazione Museo della Valle .
    SCANSANO: convegno sulle rinnovabili e inaugurazione Parco eolico.
    URBINO: conclusioni convegno sulle foreste dell’Appennino.
    MULAZZANO: inaugurazione Parco eco-ambientale .
    BRESCIA: incontro pubblico alla Festa dell’Unità sui temi ambientali.
    PARMA: conclusioni convegno sul Po in preparazione della conferenza nazionale sul clima.
    ROMA: Conclusioni convegno Confagricoltura sulle energie rinnovabili.
    ROMA: convegno associazione “Acqua pubblica”.
    LODI: convegno Viscolube sul sistema di riciclo degli olii e sul progetto di responsabilità sociale
    LUSSEMBURGO: Partecipazione al Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’ Unione Europea.
    SUZZARA (MN): dibattiti sui temi ambientali alla Festa dell’Unità regionale.
    CANTU’ (CO): incontro sui temi ambientali alla Festa dell’Unità provinciale.
    ROMA :convegno Federutility sulla situazione dei servizi idrici.
    LODI: incontro pubblico sui temi ambientali alla Festa dell’Unità.
    LECCO: incontro pubblico sulle energie rinnovabili alla festa dell’Unità.
    TORINO – LINGOTTO : intervento al convegno “Cogenerazione e teleriscaldamento nei sistemi energetici integrati”.
    ROMA: conclusioni al convegno dell’ENEA “Il futuro è all’idrogeno?”.
    MORBEGNO: conclusioni convegno “L’agricoltura di montagna, la qualità dei prodotti, l’ambiente”.
    COLLECCHIO (PARMA): inaugurazione festa del parco sulla biodiversità.
    MONTREAL (CANADA): incontro internazionale sui risultati positivi del “Protocollo Ozono”.
    ROZZANO (MI): inaugurazione piattaforma per raccolta differenziata rifiuti.
    LODI: inaugurazione nuova sede provinciale dell’ANPI.
    BOGOR – GIACARTA: incontro di preparazione conferenza di BALI per il proseguimento degli accordi di kyoto.
    CREMONA: inaugurazione Fiera dell’Antiquariato.
    S.COLOMBANO (MI): inaugurazione Festa dell’Uva.
    FORLI’: intervento convegno sulle energie rinnovabili.
    LODI : intervento al convegno “Il Po e il Turismo”.
    CASTELSANGIOVANNI: intervento convegno sulle energie rinnovabili.
    CASTELNUOVO DI GARFAGNANA: incontro internazionale di speleologia: “APUANE: non solo cave”.
    RIMINI: incontri vari ai convegni dei Consorzi di riciclo dei rifiuti alla Fiera di ECOMONDO.
    VITERBO: intervento sulle energie rinnovabili al convegno promosso dalla Provincia e dall’ Università della Tuscia.
    MILANO: conclusioni alla Conferenza Nazionale della Bicicletta.
    PIACENZA: Congresso Nazionale sul Po
    ORZINUOVI (BS): Intervento Conferenza sulle energie rinnovabili
    VIZZOLO (MI): Inaugurazione “ Casa dell’ acqua”
    BALI (INDONESIA): Partecipazione alla Conferenza ONU sul cambiamento climatico
    VICENZA: Incontro con Amministratori e imprenditori sul sistema di qualità Distretto della concia
    MILANO: intervento al seminario della Provincia di Milano su Kyoto e riduzione emissioni inquinanti
    LODI: inaugurazione nuova sede Direzione Scolastica Provinciale
    CASALPUSTERLENGO: inaugurazione nuova sede biblioteca
    BRUXELLES: intervento a incontro per settimana europea per energia rinnovabile
    VERCELLI: partecipazione a tavola rotonda su agricoltura e ambiente
    ROMA: incontro pubblico ecodem Regione Lazio
    SALICE TERME: intervento a incontro pubblico su agroenergie
    LODI: incontro ecodem su tematiche ambientali
    BRUXELLES: intervento a incontro UE – America Latina e Caraibi
    TAVAZZANO e SENNA: incontri pubblici PD sui temi ambientali
    ROMA: relazione a seminario “Farnesina” UE – America Latina e Carabi in preparazione conferenza di Lima
    TOKYO: incontro “G20”in attuazione delle linee emerse alla conferenza di Bali
    MILANO: conferenza “Amici della Terra”e premiazione Comuni Ricicloni
    LUBJANA: intervento a Consiglio dei Ministri europei su “forestazione” ed “energie rinnovabili”
    CASTELGANDOLFO: conferenza lavori Comitato Scientifico ACCOBAMS su “Biodiversità marina e cetacei”
    ROMA: presentazione progetto per “Produzione e Consumo Sostenibili”
    MILANO: fiera “produzione e consumo responsabili” presentazione libro “A qualcuno piace caldo”del Prof. S. Caserini

giovedì 17 aprile 2008

ELEZIONI POLITICHE 2008

Di seguito i risultati delle elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 confrontate con i dati del 2006 per principali schieramenti .

CAMERA

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: Voti 13
UNIONE DEMOCRATICA DEI CONSUMATORI: Voti 3
SINISTRA ARCOBALENO: Voti 31 - 2006 voti 92
PARITO SOCIALISTA: Voti 2 - 2006 voti 23
ABORTO NO GRAZIE: Voti 4
LA DESTRA: Voti 28
PARTITO LIBERALE ITALIANO: Voti 7
LEGA NORD: Voti 272 - 2006 voti 145
IL POPOLO DELLA LIBERTA': Voti 436 - 2006 Forza Italia + Alleanza Nazionale voti 399
SINISTRA CRITICA: Voti 7
ITALIA DEI VALORI: Voti 33 - 2006 voti 18
PARTITO DEMOCRATICO: Voti 256 - 2006 DS + Margherita voti 252
PER IL BENE COMUNE: Voti 2
FORZA NUOVA: Voti 18
UNIONE DI CENTRO:Voti 54


SENATO

FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA: Voti 1
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI: Voti 9
UNIONE DEMOCRATICA DEI CONSUMATORI: Voti 4
SINISTRA ARCOBALENO: Voti 31 - 2006 voti 27
PARITO SOCIALISTA: Voti 3
GRILLI PARLANTI: Voti 3
LA DESTRA: Voti 20
PARTITO LIBERALE ITALIANO: Voti 4
LEGA NORD: Voti 218 - 2006 voti 117
IL POPOLO DELLA LIBERTA': Voti 427 - 2006 Forza Italia + Alleanza Nazionale voti 365
SINISTRA CRITICA: Voti 8
ITALIA DEI VALORI: Voti 28 - 2006 voti 17
PARTITO DEMOCRATICO: Voti 236 - 2006 DS + Margherita voti 174
PER IL BENE COMUNE: Voti 2
FORZA NUOVA: Voti 11
UNIONE DI CENTRO:Voti 46
LEGA LOMBARDA:Voti 15

sabato 22 marzo 2008

TRE BUONI MOTIVI PER VOTARE PD

Cari Casellesi, con queste poche righe vogliamo proporvi alcune riflessioni in merito alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.

Il Partito Democratico costituisce un chiaro elemento di novità, la sua decisione di presentarsi da solo al prossimo appuntamento elettorale ha contribuito a semplificare l'intero quadro politico nazionale dettando i tempi dell'agenda politica e stendendo un programma libero dai vincoli di alleati che andrebbero poi a condizionare le scelte di governo creando dissensi e malumori.

Riferendoci alla nostra realtà territoriale, nei 18 mesi del governo Prodi si è finalmente arrivati ad attivare e finanziare per un importo di oltre 13 milioni di euro la “Consulta delle province del fiume Po” e si sono appaltati quei lavori di diaframmatura e rinforzo degli argini indispensabili alla messa in sicurezza delle nostre comunità.

Inoltre la sezione locale del Partito Democratico di Caselle Landi ha sollevato, dandone adeguato rilievo, nelle opportune sedi la questione delle misure compensative previste dalla legge n° 368 del 24/12/2003 spettanti ai comuni ospitanti depositi e impianti di materiale radioattivo. Questa legge male articolata varata dal governo Berlusconi ci esclude dalla possibilità di beneficiare dei contributi a indennizzo dell’irraggiamento subito, mentre per il comune di Caorso e per la Provincia di Piacenza sono presenti fondi per 20 milioni di euro.

Dai voce al tuo territorio.

Il 13 e 14 aprile fai una croce sul simbolo del PD.


Circolo del Partito Democratico del Comune di Caselle Landi

domenica 9 marzo 2008

Lettera aperta ai sottoscrittori dell’appello per il Parco Adda Sud


Cari amici,
ho interpretato il vostro appello al rinnovamento come un invito ad aggiungere anche la mia candidatura alla Presidenza del Parco Adda Sud alle altre, egualmente valide e rispettabili. Spero di non avere esagerato nella fiducia in me stesso.
Battute a parte, quando leggerete questa lettera sarete già al corrente di come è finita; non bene per me, ma senz’altro bene per l’Ente Parco che troverà nei nuovi amministratori un rinnovato impegno per la tutela dell’ambiente Lodigiano.
Credo che il vostro appello sia stato importante, per tanti motivi: perché è stato molto trasversale, geograficamente diffuso, anagraficamente ampio, politicamente diversificato. Ma soprattutto perché ha gettato nell’arena delle scelte politiche anche la voce di chi ha difficoltà ha incidere sulle scelte. Tutto questo senza farla più grossa di quello che è.
E’ stato posto sul tavolo delle valutazioni la questione delle competenze e del rinnovamento, problema annoso in un paese che ha parlamentari in carica dal 1961 (primato che nemmeno Ceausescu o Pinochet hanno raggiunto); è un problema posto, che comunque rimarrà sullo sfondo del dibattito locale e che diventerà, entro pochi, pochissimi anni un obbligo risolvere, come lo è stato quello della parità uomo-donna, di rappresentanza delle minoranze culturali, sessuali, religiose.
Io ho fatto quel che dovevo fare: ho proposto una candidatura ai vertici istituzionali e a quelli politici Lodigiani, ottenendone un esplicito incoraggiamento e la famosa “richiesta di disponibilità” che sancisce l’ufficialità di una candidatura. Diciamo che, come minimo, i soggetti di cui stiamo parlando erano confusi, si sono sbagliati, non c’erano, e se c’erano dormivano. E speriamo siano più svegli quando governano la cosa pubblica. Ma queste sono cose di ieri e acqua passata non macina più.
Vi lascio copia del programma di governo per Parco Adda sud che, anche se scritto in fretta, mi sembra abbastanza strutturato e a servire a futura memoria. In qualche modo, è il nostro programma.
Siamo e stiamo tutti sereni, dato che abbiamo sostenuto una posizione con onore, serieta’ e competenza. Ringrazio tutti, ma proprio tutti, compresi i tanti che non hanno potuto esporsi ma hanno condiviso sia la mozione sia cio’ che ne è derivato.
Devo un saluto e un ringraziamento particolare affettuoso a Roberto, Lina, Andrea sempre pronti a sostenermi, a Michela, Antonio, Irken e il coniglio bipede che hanno passato ore a organizzare la resistenza e a rosicchiare uvette, ad Alfio, una delle penne più’ micidiali incontrate lungo la mia strada, a Loredana e ai compagni di Casale (e spero di non dimenticare nessuno).
Non lo conosco, ma se ha firmato di "sti tempi" è un grande e parlo di Don Giorgio de Capitani di San Ambrogio in Monte.
A presto, e non pensiate che sia finita qui.

Luca Canova

sabato 1 marzo 2008

UNA GUIDA AUTOREVOLE PER IL PARCO ADDA SUD

Noi, Cittadini Lodigiani, in occasione del rinnovo della Presidenza del Parco Regionale Adda sud, chiediamo alle istituzioni e ai partiti politici coinvolti in questa scelta:

1- di candidare alla guida dell’Ente, nel rispetto dei principi di rinnovamento della politica, personalita’ che garantiscano spunti di vivacita’, passione ed efficienza

2-di candidare alla guida dell’Ente, nel rispetto dei principi di competenza e professionalità, personalita’ che garantiscano una reale capacita’ di gestione delle risorse ambientali, naturali, paesistiche e agricole

Auspichiamo che questo appello sia condiviso dai rappresentanti politici ed istituzionali della Provincia di Lodi e che si facciano scelte che rafforzino gli Enti deputati alla tutela dell’ambiente lodigiano, gia’ gravemente minacciato.

Auspichiamo che la politica locale e i nuovi partiti in via di formazione diano il via ad un rinnovamento tanto utile quanto necessario

Ci auguriamo che la politica, in un momento in cui il suo ruolo è sminuito o apertamente contestato, sappia scegliere per l’Ente Parco ruoli e funzioni che le restituiscano piena dignita’ e ruolo.

Ruolo che deve garantire capacità e innovazione per il nostro territorio.

ADERISCONO




1. Loredana Migliore-Presidente WWF Lodigiano
2. Sergio’ Cannavo’ Vice Presidente Legambiente Lombardia - Lodi
3. Roberto Tantardini Assemblea Provinciale Partito Democratico
4. Gabriella La Placa Assemblea Provinciale Partito Democratico
5. Emilio Sverzellati – Vice Sindaco San Rocco al Porto
6. Umberto Dacco’ Sindaco Castiglione d’Adda
7. Andrea Viani Segretario Provinciale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
8. Vito Cafaro Segretario Provinciale Comunisti Italiani-Sinistra Arcobaleno
9. Luigi Visigalli Segretario Provinciale Verdi-Sinistra Arcobaleno
10. Antonio Dimita Coordinatore Provinciale Sinistra Democratica-Sinistra Arcobaleno
11. Bassano Riboni Presidente GROL
12. Giuseppe Botti Assessore Ambiente ed Ecologia del Comune di Somaglia
13. Gianbattista Pera Segretario Provinciale Italia dei Valori
14. Luca Butera Portavoce circolo Partito Democratico Maleo
15. Andrea Tantardini portavoce circolo Partito Democratico Caselle Landi
16. Michele Merola Partito Democratico Lodi
17. Franco Rossi Vicesindaco di Borghetto Lodigiano
18. Lele Maffi – Laboratorio per le Citta’ - LODI
19. Lina Ciusani Partito Democratico Maleo
20. Luca Ravizza Consigliere Comunale Verdi - Tavazzano
21. Giovanni Leporelli WWF San Colombano
22. Eugenio Vicini-CGIL Lodi
23. Guido Biancardi LODI
24. Stefano Caserini LODI
25. Stefania Baroni Consigliere Comunale Verdi-Sinistra Arcobaleno-Lodi
26. Roberto Geroli Consigliere Comunale Castiglione d’Adda
27. Aurelio Cornetti Direttivo Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Lodi
28. Giuseppe Foroni
29. Marcello Quaglia Consigliere Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Brembio
30. Giusi Maggioni Capogruppo Provinciale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
31. Enrico Cremaschi ,assessore Ecologia Livraga e Assemblea Provinciale del PD
32. Claudia Genova Assessore all’Ambiente Comune di Mulazzano
33. Canoisti a Difesa dell'Adda – Lodi (http://difesadda.blogspot.com/)
34. Prof. Alessandro Coda-Professore Ordinario Universita’ di Pavia
35. Riccardo Fortina Professore associato Università di Torino
36. don Giorgio De Capitani S. Ambrogio in Monte di Rovagnate (Lc)
37. Enrico Bosani-Capogruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno
38. Andrea Rossi- Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno-Consiglio Provinciale
39. Pierattilio Tronconi-Consigliere Comunale UNIONE- Codogno
40. Giancarlo Tonali-Consigliere Comunale Pace Diritti Partecipazione Ambiente Mairago (LO)
41. Carlo Pizzolo-Circoscrizione Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno Lodi
42. Giorgio Soldati Consigliere Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Arcobaleno Lodi
43. Michela Sfondrini, libraia. Lodi
44. Rosaria Russo Assessore Ambiente Brembio
45. Carlo Carelli CGIL rete 28 aprile
46. Giuseppe Stoppini RSU Unilever Casalpusterlengo (LO)
47. Luigi Andena
48. Lorenza Pozzi LODI
49. Silvia Torelli
50. Raffaella Manzo
51. Maria Coccia
52. Maurizio Papetti
53. Andrea Carlin
54. Barbara Giordano
55. Luca Rossi
56. Andrea Lorenzi
57. Francesca Riboni
58. Simona Bernasconi-operatore sociale
59. Alberto Convento
60. Laura Stefenoni insegnante
61. Tonino Negri Lodi
62. Valentina Cattaneo Studentessa in SUA UNIMI
63. Alfio Sironi Studente in SUA (http://alfiosironi.wordpress.com/2008/03/01/361/)
64. Giovanni Maggio (pensionato e canoista)
65. Ilaria Villa – Studente
66. Jacopo Zurlo – Studente
67. Margherita Coscia – docente Liceo Classico Verri Lodi
68. Emma Frigoli – Studentessa
69. Francesco Gianmaria Tarallo
70. Matteo Barattieri WWF socio Monza
71. Alba Mariani ex presidente Parco del Molgora
72. Marta Mainini – studentessa
73. Marco Monguzzi Consigliere Associazione Parchi del Vimercatese
74. Alessia Villa impiegata
75. Lorenzo Sambruna operaio edile
76. Francesco Villa Pensionato
77. Graziella Fumagalli
78. Gian Luca Cordani
79. Alessandro Cavaliere
80. Tiziano Chiesa
81. Sala Alfio
82. Alberto Conti Rappresentante IDV Casatenovo
83. Silvia Ferrari Studentessa SUA Universita’ di Milano
84. Amalia Navoni Rappresentante lista Uniti con Dario Fo zona 8 Milano
85. Giuseppe Colombi Castelnuovo Bocca d’Adda
86. Pasquale Ventrella - professionista
87. prof. Augusto Vigna Taglianti – Professore Ordinario Università di Roma "La Sapienza"
88. Rosario Cosimo
89. Gianni Fumagalli studente
90. Francesca Gorza Studentessa
91. Giuseppe Cipolla Imprese Artigiane Casalpusterlengo
92. Paolo Galeotti Associato di Ecologia Università di Pavia
93. Porro M.Grazia
94. Andrea Della Vedova Studente SUA Milano
95. Alda Carisio LODI
96. Maddalena Biancardi LODI
97. Francesca Ravasi Casatenovo
98. Daniela Centemeri
99. Ronni Bessi, Aosta
100. Carlo Marchi Bodio Lomnago( VA) Comitato Scientifico Osservatorio del lago di Varese


domenica 17 febbraio 2008

PRIMI QUATTRINI PER LA VALLE DEL PO

Di seguito si riporta un articolo de Il Cittadino del 16/02/2008 dove viene descritto il progetto di riqualifica della valle del Po citando interventi sia di valenza turistica che di valenza ecologica a lungo sostenuti dai Ds di Caselle Landi che finalmente sembra si concretizzeranno.

Arrivano i primi soldi per il progetto “Valle del Po”, il protocollo realizzato dalle 13 province rivierasche assieme all’Autorità di Bacino e alle regioni interessate per rilanciare il “Grande Fiume” con una massiccia serie di interventi, da realizzarsi tra il 2007 e il 2013, di carattere ambientale, turistico, artistico e infrastrutturale. Il progetto nel complesso godrà del finanziamento da ben 180 milioni di euro stabilito in dicembre dal Cipe (Comitato interministeriale per l’economia), la metà dei quali destinati alle province, Lodi compresa. Ebbene, secondo quanto emerso dalla Consulta del Po tenutasi ieri mattina a Piacenza, i partner di “Valle del Po” (presente per la provincia di Lodi l’assessore ai trasporti Piero Luigi Bianchi) starebbero per beneficiare di una prima “fetta” da 36 milioni di euro,con la quale cominciare a finanziare gli interventi da qui al 2010: un’iniezione indispensabile per dare corpo alle iniziative proposte da ciascuna provincia, attese da qui ai prossimi mesi alla realizzazione della bozza definitiva con la quale dare il “la” ai lavori. E il Lodigiano? In ballo, attorno ai 19 comuni lodigiani che circondano il Po, ci sono sette progetti per complessivi 13 milioni e 234mila euro: una spesa che i soldi stanziati dal Cipe attraverso il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) dovrebbero coprire per 7 milioni e 150mila euro, lasciando a palazzo San Cristoforo e alle amministrazioni interessate il compito di reperire altrove il denaro mancante. La tipologia degli interventi, come detto, è piuttosto variegata: e a farla da padrone, nel capitolo spese, sarà soprattutto il discorso infrastrutturale. Balneabilità del fiume, valorizzazione di attracchi e collegamenti, creazione di aree di ristoro, percorsi tematici e parcheggi comporteranno per esempio un investimento di ben 4 milioni e 785mila euro per gli interventi previsti attorno alle località Morti della Porchera (Corno Giovine), Corte Sant’Andrea (Senna Lodigiana) e Gargatano (Somaglia); mentre altri 3,3 milioni di euro verranno destinati alla realizzazione di attracchi fluviali, connessioni con la sponda piacentina e la strada ferrata, piste ciclabaili e pedonali tra Guardamiglio, San Rocco (isolone Berghente compreso) e Caselle Landi. A cavallo tra architettura, cultura e storia si collocherà il progetto da 2 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ala ovest del castello Cavazzi di Somaglia, ma robusti investimenti sono previsti anche a livello ambientale-naturalistico: tra costoro, i 1,95 milioni di euro per la tutela dell’habitat golenale tra San Rocco, Caselle Landi, Senna e Castelnuovo, i 660mila euro per incrementare le superfici forestali e aumentare le biodiversità lungo la sponda lodigianae 380mila euro per la creazione di un Parco locale di interesse sovracomunale. Circa 155mila euro, infine, verranno destinati alle iniziative di conoscenza del Po per le scolaresche.
Alberto Belloni

venerdì 15 febbraio 2008

I SOLDI DI CAORSO PIU' VICINI AL LODIGIANO - da "Il Cittadino" del 14/02/2008

La Finanziaria 2008 apre uno spiraglio per i comuni lodigiani vicini alla centrale nucleare di Caorso. L’ultima legge di bilancio del governo Prodi modifica infatti le norme sulle “misure compensative” previste per i siti che ospitano centrali nucleari o depositi di scorie: anche Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda potrebbero dunque ricevere i rimborsi economici finora destinati ai comuni piacentini. Al centro del contendere c’è l’articolo 2 comma 560 della Finanziaria, che cambia la disciplina sulle “compensazioni” previste dal Decreto legge 314 del 2003. Secondo il presidente della Provincia di Lodi, Osvaldo Felissari, ci sono dunque le condizioni per far arrivare anche nel Lodigiano i soldi di “Arturo”. Felissari spiega che con la Finanziaria 2008 «è stato affermato il principio secondo cui laddove sono allocati rifiuti radioattivi, il contributo finanziario a compensazione dell’impatto territoriale viene esteso ai comuni confinanti in un raggio massimo di 10 chilometri, anche se situati in province diverse da quella in cui sono stoccate le scorie. È un importante elemento di novità - aggiunge il presidente della Provincia - che dovrà essere approfondito nei prossimi giorni anche con la Provincia di Piacenza, con la quale peraltro intratteniamo un rapporto di proficua collaborazione sulle questioni di interesse comune». Come detto, i comuni lodigiani interessati dalle modifiche alla normativa sono Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda, che di fatto sono confinanti con Caorso. L’abitato di Caselle Landi dista infatti dalla centrale piacentina solo 2 chilometri e mezzo, una distanza inferiore a quella esistente tra l’impianto nucleare e il centro di Caorso. Castelnuovo Bocca d’Adda, a sua volta, dista 4 chilometri dal reattore nucleare. Distanze minime dunque, che hanno “alimentato” le richieste di rimborso dei piccoli comuni della Bassa, indisponibili a restare a bocca asciutta e, al contrario, desiderosi di ricevere almeno una piccola fetta della grande torta delle “compensazioni”. Una torta che si preannuncia appetibile, visto che per il solo triennio 2004-2006 sono previsti rimborsi per 20 milioni di euro, di cui metà da girare al comune di Caorso e i restanti destinati alla provincia di Piacenza. Il presidente provinciale Felissari, nell’agosto 2007, aveva scritto al ministro dell’Ambiente per chiedere di «sanare l’iniqua ripartizione dei fondi destinati agli enti locali sede di depositi di scorie nucleari come Caorso, per il quale gli enti locali piacentini riceveranno sostanziosi contributi statali mentre i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda, vicinissimi al deposito, rischiano appunto di restare a bocca asciutta». «A questo punto - conclude Felissari - sulla base del principio enunciato nella Finanziaria è ragionevole riprendere un dialogo e un confronto fiduciosi di ottenere una rinnovata attenzione».
Lorenzo Rinaldi

domenica 3 febbraio 2008

RINGRAZIAMENTI

Cari amici e compagni, fondatori del Partito Democratico,

come saprete sono stato eletto all'interno dell'assemblea provinciale con oltre 180 preferenze, questo è stato possibile solo grazie al vostro prezioso lavoro.
La mia candidatura è nata nello spirito originario del partito democratico ha una valenza esclusivamente territoriale ed è al di sopra delle appartenenze perché non è stata frutto di accordi politici ne tanto meno sponsorizzata dai leader provinciali, anzi abbiamo dovuto fare i conti con candidature dell'ultimo minuto che seguivano logiche di appartenenza politica e che ci hanno creato qualche problema, che devo riconoscere è stato brillantemente superato.
Chiaramente mi metto a disposizione di tutti per sostenere qualsiasi istanza territoriale o politica, è altresì mia intenzione qual'ora si dovranno votare nell'assemblea rappresentanti politici confrontarmi con voi e inoltre sarà mio preciso impegno tenervi informati sulle decisioni che l'Assemblea provinciale adotterà, vi chiedo per tanto di farmi avere i recapiti di posta elettronica dei vari referenti di circolo.

Le scadenze che abbiamo davanti ci impongono di organizzarci al meglio su scala territoriale, ad aprile è quasi certo che dovremo misurarci con le elezioni Politiche, questo ovviamente comporta un ulteriore impegno da parte di tutti per sostenere il buon risultato che il nostro Partito si propone di conseguire, dall’incontro dell’Assemblea Provinciale fissato per mercoledì 6 c.m. arriveranno nuovi dettagli ed indirizzi di cui vi farò partecipi.

Ancora una volta vi ringrazio della fiducia che mi avete accordato.

Cordialmente.

Roberto Tantardini

mercoledì 9 gennaio 2008

RISPOSTA DI SANDRO MANFREI SULLA SITUAZIONE PROVINCIALE

Cari Roberto e Andrea, ho ricevuto la vostra email in merito allasituazione legata ai fatti della cosiddetta "rifiutopoli" e devo diredi condividere pienamente le vostre preoccupazioni. In modo particolaremi preoccupa il fatto di vedere sottoposta ad attachi continui a mezzostampa da parte della opposizione, la Istituzione Provincia che ègovernata dal Centro Sinistra fino dalla sua Istituzione, senza che cisiano risposte di carattere politico a queste prese di posizione. E'pur vero che immediatamente, quando si sono verificati gli arresti deidue funzionari, vi è stata una presa di posizione pubblica da parte deipartiti dell'Unione che ha espresso fiducia alla Giunta Provinciale edha confidato nell'operato della Magistratura, ma, dopo oltre tre mesi,sarebbe opportuno che venissero dati ulteriori segnali. Immediatamenteprima di Natale ho chiesto al Coordinatore Provinciale del PD, dopoavere sentito il Presidente della Provincia ed il Capogruppo dellostesso PD in Provincia, perchè venisse assunta una posizione nostra inmerito a queste vicende, ricevendo una risposta di volontà chiara inquesta direzione. Ritengo che nei prossimi giorni ciò sarà fatto equesto potrà costituire una risposta anche alle sollecitazioni che ciavete inviato.

domenica 6 gennaio 2008

SITUAZIONE PROVINCIALE

Cari compagni e amici del Partito Democratico lodigiano,

ci preoccupa la situazione in cui si è venuta a trovare la Provincia negli ultimi mesi in seguito ai noti fatti ed a una situazione persistente di mancate decisioni, in particolare per quel che riguarda le critiche inerenti la gestione ambientale del territorio.
Quotidianamente assistiamo sulla stampa locale ad articoli o lettere che attaccano la Provincia nella figura dell'Assessore e che, da un po di tempo, alzando il tiro chiamano in causa direttamente il Presidente, questo avviene sia da parte di personalità politiche lodigiane ma anche, e la cosa è ancor più preoccupante, da privati cittadini.
Ad un anno e mezzo dalle future elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale una situazione di questo tipo sta diventando insostenibile, a nostro avviso questo è determinato anche dal fatto che il Presidente della Provincia non è nelle condizioni di prendere certe decisioni perché non adeguatamente supportato da un partito, il PD provinciale, che non essendo ancora costituito, manca di una struttura a livello di vertice in grado di sostenerlo.
In questo quadro difficile, pur stimando certe personalità politiche e riconoscendo quanto di buono hanno fatto nel corso degli anni, non si può fare finta di niente, esistono chiare responsabilità politiche, riteniamo sia giusto che ognuno si assuma le proprie, anche perché non è tollerabile che un intero settore quello della Pianificazione Territoriale si trovi con i massimi dirigenti inquisiti od arrestati e il centro sinistra non trovi le adeguate risposte.
Stupisce e non passa inosservata in mezzo a tanto immobilismo la tempestività con cui vengono assegnate poltrone ai soliti uomini fidati, bloccando di fatto quel rinnovamento tanto auspicato dai promotori del Partito Democratico in un’operazione politica volta alla conservazione del potere a tutti i livelli.
Se questa è la partenza del neo partito democratico gli auspici non sono certo i migliori, cari amici e compagni cosi non si va da nessuna parte, cosi andiamo a sbattere.
A noi sembra evidente che la situazione creatasi, se intendiamo continuare ad amministrare la Provincia di Lodi, va riportata su un binario che consenta di individuare quei criteri che andranno a determinare i processi decisionali sia per quel che riguarda le politiche di governo della Provincia, sia per quel che riguarda le figure che andranno a ricoprire ruoli di governo.
Rivolgiamo questo appello agli amici e a i compagni, a chi crede nel PD come partito nuovo e non come nuovo partito, a chi ha passione per la politica e non per il potere, a chi tiene alla buona amministrazione e non alle poltrone, a chi difende ambiente e territorio e non a chi li usa per carriera e stipendi.
A chi ha passione e crede nel futuro. Futuro della società, non il proprio.

lunedì 17 dicembre 2007

LETTERA AL PRESIDENTE DELL'ANCI LOMBARDIA

Caro Lorenzo,ti invio questa lettera in funzione del ruolo di Presidente dell’ANCI Lombardia che ricopri.Sicuramente avrai seguito le vicende legate alla ripartizione dei fondi previsti dalla legge n° 368 del 24/12/2003 inerente le misure compensative per i comuni ospitanti impianti e depositi di materiale radioattivo. A causa di una legge male articolata tali fondi spettano in via esclusiva al comune sede dell’impianto e alla provincia cui il comune appartiene, pertanto in modo profondamente ingiusto restano esclusi da tali finanziamenti i comuni di Caselle Landi e di Castelnuovo Bocca d’Adda i cui territori si trovano a circa 2,5 e 4 Km dall’impianto e ne beneficeranno invece comuni che si trovano in provincia di Piacenza ma dislocati a distanze ben maggiori, la cifra di cui stiamo parlando, sbloccata da una delibera del CIPE, è di circa 20 milioni di euro e verrà ripartita in parti uguali tra il comune di Caorso e la provincia di Piacenza.Nel mese di luglio ho sollevato la questione con una lettera al cittadino a cui sono seguite dichiarazioni dei Sindaci delle 2 comunità interessate e una chiara dimostrazione di interesse e di impegno sia da parte di Osvaldo che di Gianni.La questione ha sollevato un dibattito e prese di posizione tra cui quella del Sindaco di Caorso che in veste di Presidente ANCI dei comuni ospitanti impianti nucleari si è reso disponibile a sostenere le nostre richieste nelle opportune sedi, nello specifico parlava di un incontro che si è tenuto il 20 Novembre a Roma in sede ANCI.Ti chiedo quindi di sostenere le iniziative intraprese sia da Osvaldo che da Gianni e di farti carico delle nostre istanze rappresentandole in sede ANCI affinché si trovi una soluzione che tenga conto dei disagi e dei rischi che hanno corso e corrono tutt’ora le comunità di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda.Certo che farai un del tuo meglio l’occasione mi è gradita per augurarti buon lavoro e salutarti cordialmente.

Roberto Tantardini
Consigliere Comunale di Caselle Landi

Luca Canova "Le emissioni di Caorso non rispettano i confini amministrativi"

La centrale di Caorso è stata oggetto di analisi, pareri e contestazioni fra il 1977 e il 1986. Una delle maggiori perplessita’ riguardava la sua localizzazione in prossimita’ di aree densamente abitate e l’enorme numero di abitanti che avrebbe dovuto abbandonare Emilia e Lombardia in caso di incidente. Ricordo che i piani di evacuazione, tristemente noti negli anni ’80, coinvolgevano l’intera bassa lodigiana nel programma di evacuazione in caso di incidente grave, fino a lambire i confini dei maggiori centri abitati.Ora, questa è la miglior dimostrazione del fatto che il fall out della centrale, fosse esso dovuto a un incidente durante il funzionamento o a incidente ai depositi di scorie tuttora presenti, non riconosce alcun confine amministrativo ma si espande su buona parte della bassa pianura lodigiana e piacentina in maniera, come dire, “bipartisan”.Si dovrebbe percio' ritenere che i fondi e i rimborsi seguano lo stesso percorso, mentre curiosamente si concentrano su un solo lato del Po; uno strano caso di fall out che, piu’ che con le leggi della fisica, è spiegabile con il mancato raccordo fra amministrazioni comunali e sovracomunali.Ora si vocifera che accordi di programma potrebbero regolare la materia, ma sembra assai improbabile che i fondi che ricadono attualmente sull’Emilia vengano distribuiti anche sulla nostra Bassa.Eppure il Basso Lodigiano ha subito gli stessi problemi, ospitato gli stessi elettrodotti, attinto alla stessa acqua dei nostri amici di oltre Po.Riconosciuta l'oggettiva ingiustizia di questa situazione, e seguendo le iniziative dei nostri rappresentanti in Regione e al Governo, credo sia encomiabile l’impegno di alcuni consiglieri della Bassa Lodigiana, in particolare di Caselle Landi, per ottenere un giusto riconoscimento per tutto il territorio della Bassa.Faro' quanto mi è possibile per appoggiare questa scelta legittima e profondamente giusta, iniziando a chiedere un aggiornamento dello stato delle conoscenze con una interrogazione in Consiglio Provinciale e proseguendo con iniziative che coinvolgano comuni e Ministero competente.

Cordialmente
Luca Canova
Partito Democratico
Consiglio Provinciale di Lodi

RISPOSTA DEL SINDACO DI CAORSO ALLA LETTERA APERTA

In intendo puntualizzare di non aver mai espresso in alcuna sede l’affermazione attribuitami, bensì , di aver sempre sostenuto che la Legge 368/2003, legge dello Stato, prevede misure di compensazione territoriale , fino al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, e, di aver , a nome del Coordinamento dei Sindaci con servitù nucleari , intrapreso una forte azione per pervenire all’applicazione della legge e per ottenere l’assegnazione dei benefici previsti.Riconosco certamente il sostegno , assicurato in passato, dai Comuni di Caselle Landi , Castelnuovo Bocca d’Adda e dalla Provincia di Lodi , ma è indispensabile proseguire la strada con impegno, umiltà e spirito di collaborazione senza più cercare di allontanare le problematiche. Occorre molta sinergia e senso di responsabilità da parte di tutti e un costante impegno a garanzia che tutte le attività di decommissioming si possano svolgere, attraverso il coordinamento dei vari Enti preposti, in condizioni di massima sicurezza, e attraverso la necessaria, completa e periodica informazione per la popolazione residente nelle aree interessate dai predetti impianti, mediante adeguati programmi di comunicazione.In qualità di Presidente della Consulta Anci Comuni sedi di Servitù Nucleari , intendo informare che, in occasione dell’incontro che si terrà a Roma presso la sede Anci nella mattinata del 20.11.2007 , sarà formulata una richiesta agli organi competenti affinché vengano previste risorse finanziarie aggiuntive destinate ai comuni limitrofi ai territori sedi di impianti nucleari , da utilizzare per programmi e interventi qualificati in ambito ambientale e socio economico. Confermo tutta la disponibilità e la volontà di coinvolgere tutte le amministrazioni dei comuni limitrofi affinché ,attraverso azioni coordinate e mirate, possano far emergere le specifiche problematiche e le particolari esigenze dei propri territori e che, a ragione, dopo vent’anni dal referendum del 1987, ritengono doveroso ottenere un giusto riconoscimento per i danni subiti in relazione alla presenza di un impianto nucleare.

IL SINDACO
Fabio Callori

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CAORSO

Egregio Signor Sindaco,

in merito all’affermazione a lei attribuita e riportata su “Il Cittadino” del 08/11/2007 in cui si riferiva ai paesi della bassa lodigiana dicendo “Dov’erano, questi ultimi, quando bisognava farsi sentire ? Troppo comodo salire sul treno adesso, si mettano pure in coda” vorrei ricordarle che le comunità di Caselle Landi e Castelnuovo Bocca d’Adda nonché la provincia di Lodi hanno sempre sostenuto tutte le iniziative proposte dall’amministrazione comunale di Caorso in merito allo smantellamento dell’impianto nucleare anche quando non si parlava assolutamente di contributi.Le faccio presente che i Consigli Comunali dei paesi della bassa hanno votato ordini del giorno in cui si chiedeva lo smantellamento dell’impianto, inoltre erano presenti insieme alle locali associazioni di volontariato alla marcia organizzata dal Comune di Caorso sempre sullo stesso tema, alla luce di quanto sopra mi sembrano alquanto ingenerose le affermazioni a lei attribuite.Probabilmente negli ultimi mesi da parte delle amministrazioni della bassa lodigiana c’è stata poca attenzione nel seguire gli sviluppi della vicenda e solo dopo il mio appello pubblicato su Il Cittadino nel luglio scorso i Sindaci hanno agito con la determinazione dovuta.Il vero problema sono i disagi a cui sono stati sottoposti anche i cittadini delle nostre comunità dall’entrata in funzione dell’impianto senza che questi venissero mai riconosciuti.Le sembra giusto, Signor Sindaco che a causa di una legge male articolata che tiene conto solo dei confini amministrativi ignorando il territorio nel suo complesso i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo che distano rispettivamente 2,5 e 4 Km dall’impianto in questione non beneficino neppure in minima parte delle misure compensative previste e magari altri comuni posti a distanze ben più significative, senza aver mai subito alcun tipo di disagio, godano di questi contributi solo perché si trovano in Provincia di Piacenza?
Cordialmente
Roberto Tantardini
Consigliere Comunale di Caselle Landi