IL CIRCOLO DI CASELLE LANDI

Il Circolo del PD di Caselle Landi nasce da quella che era la sezione dei DS di Caselle Landi, quest'ultima intitolata ad Antonio Gramsci è stata fondata nel 1975 da un gruppo di compagni precedentemente iscritti alla sezione di Codogno, il primo segretario Contardi Giuseppe poteva contare su circa 20 iscritti che si sono resi immediatamente disponibili per organizzare la prima Festa dell'Unità. Se consideriamo il contesto storico e culturale di Caselle Landi dove attualmente il centro destra raccoglie percentuali di consenso attorno al 70% possiamo renderci conto delle difficoltà incontrate nel coinvolgere le persone nella vita politica, nonostante questo nel 1980 una coalizione di centro-sinistra per la prima volta nel dopo guerra ha vinto le amministrative governando per 5 anni la nostra comunità, lasciando un segno positivo che ancora oggi la fa ricordare come una delle migliori amministrazioni del dopo guerra. Vicende più personali che politiche non hanno più permesso di ripetere questo tipo di esperienza escludendoci per 10 anni dalla vita amministrativa del paese, dal 1995 siamo ancora presenti in amministrazione con un gruppo consigliare di opposizione che si riconosce nel centro sinistra.Dal 1990 per ragioni legate al rispetto delle nuove normative in materia di impiantistica e per un calo delle persone disponibili non è stato più possibile organizzare la tradizionale Festa dell'Unità, comunque tra alti e bassi la sezione di Caselle Landi è sempre stata attiva apportando il proprio contributo alla vita sociale e politica del paese; ad oggi nella bassa lodigiana la nostra sezione rimane con quella di Maleo l'unica unità di base attiva. I tempi cambiano e certe dinamiche sociali e politiche sono da ritenetsi non al passo con i tempi, la maggior parte degli iscritti hanno deciso di confluire nel Partito Democratico facendosi comunque portatori di quei valori che hanno caratterizzato la vita politica italiana e che riteniamo siano alla base di una società equa e a misura d'uomo.

domenica 8 febbraio 2009

Gino Strada: "L'emendamento anti immigrati: una norma stolta prima ancora che perversa"


Ad oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvatoal Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero cosi' gli individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazionepresente in Italia nella clandestinita' sanitaria, con grandi rischi per se' e per la collettivita'.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure seesercitare la facolta' di denunciare i loro pazienti "irregolari".
Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo giusto e civile per fare medicina e' garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalita' o status giuridico. Questo e' il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni. Questo e' il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.
Anche di fronte all'incivilta' sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.
Segnaliamo anche il link del sito www.pimemilano.com per approfondimenti e per la possibilità di aderire alla raccolta di firme promossa da diverse associazioni del settore

sabato 24 gennaio 2009

Emendamento presentato da alcuni Senatori del P.D. per la ripartizione delle risorse finanziarie destinate ai Comuni che ospitano Centrali


RISORSE FINANZIARIE AI COMUNI VICINI ALLE CENTRALI NUCLEARI:
UN EMENDAMENTO DEI SENATORI PD


Nei giorni scorsi, in risposta a una lettera del Presidente della Provincia Felissari e dei Sindaci di Castelnuovo e Caselle Landi, il Ministro per lo Sviluppo Economico On Scajola ha risposto di “ ritenere di fondamentale importanza l'attuazione di meccanismi equilibrati per l'assegnazione dei contributi destinati alle compensazioni per i territori che ospitano centrali nucleari”.
La risposta del Ministro è importante perchè segnala una disponibilità ad affrontare una questione che, ricordo, era emersa anche in altre Province sedi di centrali nucleari perchè una legge fatta dal Governo Berlusconi nel 2002 attribuiva le risorse compensative per il “decommissioning” solo al Comune sede di centrale nucleare e alla Provincia di appartenenza.
Le dichiarazioni del Ministro, tuttavia, non trovano alcun riscontro nel Disegno di Legge sul “nucleare” (atto Senato 1195) in discussione in Parlamento. Alla Camera il Disegno di legge 1195, sia nella commissione Attività Produttive presieduta dall'On Gibelli, sia in Aula, è stato approvato senza alcuna modifica in tal senso.
Per tali ragioni ed anche per la sollecitazione della Federazione del PD del Lodigiano, i senatori del PD hanno presentato in commissione l'emendamento che vi inviamo per introdurre la modifica normativa necessaria.
Attendiamo ora che il Governo in sede di discussione degli emendamenti in commissione Attività Produttive e in Aula, dia un parere positivo a tale emendamento le cui finalità sono state più volte sollecitate nel Lodigiano dalla Provincia, dai Sindaci dei Comuni interessati oltre che dal consigliere comunale del PD Roberto Tantardini che, su tale questione ha mantenuto nei mesi scorsi una costante iniziativa.
E' utile ricordare che il PD, pur operando per migliorare il Disegno di legge in questione, non condivide la scelta del nucleare fatta dal Governo, che appare idelogica, in controtendenza rispetto alle azioni dei Paesi europei e degli stessi Stati Uniti: Il neo Presidente Obama ha parlato in questi giorni di investimenti rilevanti nell'economia “verde” e non certo di nucleare.
Netta opposizione, inoltre, all'art 14 del Disegno di legge lettera f) che recita “ determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall'art. 120 della Costituzione” che significa che il Governo può nominare un proprio “Commissario” e fare ciò che vuole....
Gianni Piatti

Lodi, 22 Gennaio 2009

Il ministro Scajola alla Provincia: «Soldi ai lodigiani per la centrale»

Da "Il Cittadino" del 21/1/2009
Nuova “apertura” del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ai due comuni lodigiani (Castelnuovo e Caselle Landi) finora esclusi dall’elenco dei papabili beneficiari dei circa 20 milioni di euro di indennizzi previsti per la vicinanza con la centrale di Caorso, oggi individuato come deposito di scorie nucleari. Sollecitato dal presidente della Provincia di Lodi, Lino Osvaldo Felissari, e dai sindaci delle due municipalità lodigiane, Scajola ha annunciato un riassetto normativo teso a rendere più equi anche i criteri compensativi, che nel caso di Caorso oggi premierebbero solo enti e comuni piacentini. Concetti in gran parte già espressi in una prima lettera, inviata in estate; ma ugualmente importanti, soprattutto alla luce della “bocciatura” espressa circa due mesi fa dall’Unione province e dall’Anci sull’inclusione tra gli “indennizzabili” dei comuni contermini. «Desidero innanzitutto assicurarle - ha scritto Scajola alla Provincia - che ritengo di fondamentale importanza l’attuazione di meccanismi equilibrati per l’assegnazione dei contributi destinati alle compensazioni per i territori che ospitano le centrali nucleari e gli impianti del ciclo del combustibile nucleare. Gli indirizzi del governo in materia di politica energetica prevedono che, su mia proposta, siano emanati provvedimenti per il riassetto normativo del settore nucleare, ivi compreso l’adeguamento dei criteri per la definizione delle misure compensative derivanti dalla presenza dei depositi temporanei di materiali radioattivi. Sarà mia cura formulare le proposte per i nuovi strumenti normativi, con l’obbiettivo di garantire un trattamento equo dei territori sui quali sono presenti depositi temporanei, tenendo anche in considerazione i suggerimenti provenienti dai responsabili delle amministrazioni locali».Le parole di Scajola hanno galvanizzato Felissari: «È un primo risultato importante dell’azione che abbiamo svolto insieme ai comuni - commenta -. L’obiettivo è sanare una situazione paradossale, dato che Caselle Landi dista dalla centrale di Caorso solo due chilometri e mezzo, distanza inferiore a quella esistente tra la centrale e il centro di Caorso, mentre quello di Castenuovo dista a sua volta solo 4 chilometri. Una situazione iniqua di cui anche il ministro ha preso atto dopo che avevamo denunciato la situazione l’estate scorsa. Ora vanno cambiati i criteri di riparto attualmente vigenti, ponendo rimedio ad una evidente e intollerabile disparità di trattamento».Al. Be.

sabato 17 gennaio 2009

....RISPOSTA A "UN PAESE CADUTO IN LETARGO"

Caro Claudio, ho letto con piacere la tua lettera, e devo dire che condivido pienamente i contenuti.
Sono convinto che fra i cittadini di Caselle ormai ci sia una sorta di rassegnazione in quanto da quest’ultima tornata amministrativa si aspettavano sostanzialmente tre cose: la messa in sicurezza del territorio, una migliore viabilità tramite la riqualificazione della SP 116, ed alcune opere pubbliche di cui si sentiva la necessità a livello comunale.
Dopo cinque anni, e credimi senza nessuno spirito polemico, ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano.
Per quel che riguarda la messa in sicurezza del territorio è di poche settimane fa la mia lettera in cui chiedevo chiarimenti circa i lavori programmati lungo l’asta del Po, la cortese risposta dell’Ing. La Montagna è stata che i lavori salvo imprevisti dovrebbero concludersi nel 2010, sottolineo il condizionale.

Altro punto dolente è la viabilità, come tu sai risalgono ormai a 7/8 anni i fa tavoli di confronto fra amministrazione comunale e Provincia di Lodi, dopo le opportune valutazioni si è individuato nella riqualificazione della SP 116 la soluzione più idonea per migliorare la viabilità a Caselle, di questo dobbiamo darne atto all’ex Sindaco Contardi Gianfranco ed all’ ex Assessore alla viabilità della Provincia Mauro Paganini che insieme al Consigliere Provinciale Pierluigi Bianchi avevano sostenuto la necessità di provvedere a questo deficit strutturale proponendo anche un progetto di massima. Ad oggi le ultime assicurazioni forniteci dal nostro comune amico Bianchi, Assessore alla viabilità delle Provincia di Lodi, sono che a breve si termineranno le procedure per gli espropri e quindi si potrà procedere all’indizione della gara ed all’inizio dei lavori, tutto questo entro aprile/maggio 2009, concediamoli un ulteriore credito di fiducia.

A livello locale, l’attuale amministrazione ha deciso per la riqualificazione parziale dell’ex cinema, trasformandolo in una sala polivalente di cui onestamente i cittadini di Caselle non ne avvertivano la necessità non fosse altro per il fatto che già esiste una sala civica piuttosto capiente che rimane inutilizzata per gran parte dell’anno. Va detto che quest’opera costa ai cittadini circa un miliardo delle vecchie lire tra acquisto e ristrutturazione parziale dell’edificio, e sarà intermente a loro carico, per l’incapacità di presentare un progetto credibile a livello sovracomunale che potesse raccogliere contributi anche da altri enti.
In alternativa le minoranze avevano proposto opere sicuramente più fruibili, per esempio la pista ciclabile lungo la via Garetti in fregio alla SP 116, dove si trovano strutture di pubblica utilità e dove la sezione stradale è particolarmente stretta e tortuosa tale da creare situazioni di pericolo in particolar modo per persone anziane, la tombinatura della roggia di irrigazione che attraversa il centro del paese in via IV Novembre ed infine la riqualificazione del piazzale Marchese Landi e dell’area antistante il centro sportivo comunale la cui praticabilità viene meno ad ogni temporale.

Avremmo voluto anche un intervento diretto dell’amministrazione per incentivare l’edilizia residenziale, ormai ferma da anni … … come vedi le proposte per rilanciare la nostra comunità non mancano serve solo che tutti noi con senso civico e buona volontà ci si impegni a portare a termine i nostri obbiettivi, e sarebbe utile da parte di chi ci rappresenta una maggior determinazione nel difendere i nostri interessi.

Roberto Tantardini
Consigliere Comunale
Caselle Landi

LETTERA A "Il Cittadino" DI UN CASELLESE

UN PAESE CADUTO IN LETARGO

Egregio Direttore, con la massima cortesia sono a chiederle ospitalità presso la sua rubrica per la pubblicazione di una mia semplice opinione.
Sono un cittadino di Caselle Landi e ogni qualvolta sfoglio il vostro giornale (premetto che nonho nulla contro il vostro giornale) specialmente nelle pagine di interesse esclusivo al basso Lodigiano non trovo mai un qualcosa che riguardi il mio paese.
Allora mi sono chiesto: ma questo paese esiste per davvero e fa parte dei comuni del basso lodigiano?
E se la risposta è sì, perché non viene mai citato da nessuna parte?
Penso proprio che non sia un paese fantasma ma sicuramente è un paese caduto da tempo in un letargo profondo e ciò è dovuto ad uno scarso interesse politico amministrativo.
Posso dire (vivendo in paese) che lo stesso quesito se lo sono chiesti e se lo stanno chiedendo tuttora quasi tutti i miei concittadini e che anche loro come me vorrebbero avere delle risposte e precisazioni per ciò che riguarda la situazione corrente e futura di questo paese.
Questa risposta concreta e significativa (possibilmente anche con precisazione di date), la potrei o potremmo avere solamente dai nostri più stretti politici ed in parte anche dalla nostra amministrazione comunale.
A tale proposito vorrei che questa risposta non sia solo di interesse politico ma venga concentrata soprattutto su piani infrastrutturali (sottolineo che noi a confronto di tutti gli altri paesi ne abbiamo veramente bisogno) come per esempio la strada provinciale 116, il tratto Santo Stefano Caselle Landi (alla quale ci risulta gia finanziata da qualche anno e attualmente non ancora a inizio lavori ) oppure la messa in sicurezza del paese, essendo un paese altamente a pericolo di esondazione e comunemente chiamata “diaframmatura arginale”, anche questa risulta gia finanziata ed appaltata ma non ancora a inizio lavori.
Tra i comuni del basso Lodigiano vengono proposte delle buone iniziative come per esempio quella citata sulla vostra rubrica riguardante la sicurezza dei cittadini e titolata “Vigili di sera” dove hanno aderito nove comuni tutti del basso lodigiano, ma il nome del mio paese non è risultato.
Anche su questa semplice e buona iniziativa come tante altre e su tutto quello già scritto nelle righe precedenti ho dedotto che noi come cittadini di Caselle Landi non siamo posizionati nella giusta dimensione (politicamente parlando) per poter competere con i paesi limitrofi i quali sono da anni in fase espansiva per la loro ottima considerazione politica, quindi per potere essere qualificati politicamente come gli altri dobbiamo tutti insieme collaborare per crescere e usare al meglio l’unico elemento strumentale che tutti conosciamo e che è di grande rilevanza politica in caso contrario saremmo sempre considerati la cenerentola del basso Lodigiano.
Sottolineo che arrivati a questo proposito quelli che hanno o avranno la responsabilità di guidare il futuro di questo paese debbano veramente fare una profonda riflessione per poi dare certezze a tutti i cittadini che in questo piccolo territorio si sono fermati hanno investito e sottolineo anche che tutto quello che ho citato finora è un diritto fondamentale di tutti e che quindi i nostri politici e amministratori debbano portarci delle conclusioni reali In questi ultimi mesi si sentono certi mormorii piuttosto sostanziali su piani infrastrutturali da me citati nelle righe precedenti e sapendo che in questa primavera anno 2009 ci saranno le elezioni per noi sia comunali che provinciali a tale proposito mi aspetto (per la crescita o il risveglio dal letargo di questo paese sperando (che non sia troppo tardi) delle prese di posizioni concrete (cioè fatti) e non promesse da elezioni che una volta finite tutto viene dimenticato come è successo finora.
Ringrazio infinitamente per la collaborazione.

mercoledì 31 dicembre 2008

LETTERA ALL'ONOREVOLE BERSANI


Caro Pierluigi,

ti scriviamo dal Circolo del PD di Caselle Landi (LO), un piccolo centro che si trova sulla sponda lodigiana del fiume Po di fronte a Caorso.

Non sappiamo se hai avuto modo e tempo di seguire le nostre istanze riguardanti la questione delle misure compensative relative alla presenza dell’impianto nucleare di Caorso, in due parole tentiamo di ricostruire la vicenda: circa un anno e mezzo fa abbiamo sollevato la questione ritenendo profondamente ingiusto che tali indennizzi fossero totalmente destinati al comune di Caorso e alla Provincia di Piacenza, e che alle comunità Lodigiane direttamente confinanti con Caorso nulla spettasse.

A seguito dei nostri interventi, che hanno avuto un ampio risalto sulla stampa locale, si è mobilitato il Presidente della Provincia di Lodi, On. Osvaldo Fellissari e a seguire i Sindaci delle nostre comunità che improvvisamente “risvegliatisi” da un profondo torpore hanno colto la palla al balzo. Anche l’attuale Ministro On. Scajola in una lettera inviata al presidente della Provincia di Lodi ha riconosciuto l’iniquità della legge n° 368 del 24/12/2003.
Nonostante questi interventi ad oggi non si è ancora risolto il problema, siamo quindi a chiedere un tuo intervento in sede parlamentare per sbloccare la situazione.

Certi del tuo gentile interessamento, aspettando fiduciosi un tuo riscontro, l’occasione ci è gradita per augurarti un 2009 ricco di soddisfazioni soprattutto personali.
PD Caselle Landi

sabato 20 dicembre 2008

I lavori sugli argini si concluderanno nel marzo del 2010

Egregio direttore, con la presente lettera intendo dare risposta alle legittime preoccupazioni espresse nella lettera appena inviataLe dal consigliere comunale Roberto Tantardini di Caselle Landi il 15 dicembre scorso in merito ai lavori che la nostra Agenzia sta eseguendo sulle arginature maestre di Po in territorio lodigiano.Come correttamente scritto nella summenzionata lettera, i lavori di adeguamento del corpo arginale sono stati appaltati a febbraio di quest’anno, dopo che il nostro progetto era stato approvato in sede di Conferenza dei Servizi il 18 luglio dell’anno prima, conferenza alla quale hanno partecipato tutti gli Enti coinvolti, tra cui i Comuni stessi.La fase espropriativa, la cui conclusione è requisito indispensabile per poter dare avvio alle lavorazioni, è in corso e, a tutt’oggi, è in fase di finalizzazione. I decreti espropriativi sono prossimi dall’essere emessi dall’amministrazione.Il cronoprogramma prevede circa 450 giorni di lavoro per dare compiuta l’opera opera che, dato il finanziamento in oggetto (e che ammonta a circa 4 milioni di euro) si limiterà a pane delle arginature ricadenti nei Comuni di Caselle Landi, Guardamiglio, San Rocco al Pone e Santo Stefano Lodigiano. Ragion per cui, salvo imprevisti oggi imprevedibili, l’opera dovrebbe concludersi entro la fine di marzo del 2010.Esprimendo vivo rammarico per il disagio subito dalle cittadinanze dei Comuni menzionati, colgo l’occasione per porgere a Lei, al suo giornale e a tutti i suoi lettori i più cordiali saluti
Il responsabile del procedimento
dott. ing. Gaetano La Montagna Agenzia Interregionale per il fiumo Po - Parma

giovedì 18 dicembre 2008

DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA PROVINCIALE DI LODI

I Componenti dell'Assemblea Provinciale del Partito Democratico della Provincia di Lodi, alla luce dei risultati recenti delle elezioni abruzzesi e dell'estendersi di casi giudiziari che stanno coinvolgendo Amministratori, Dirigenti esponenti locali e nazionali del Partito Democratico esprimono la loro forte preoccupazione che, il protrarsi di questa situazione, rischi di vanificare le premesse di partecipazione e di rinnovamento che hanno motivato l'entusiasmo con cui uomini e donne del nostro territorio hanno partecipato alle fasi fondative di quello che abbiamo definito “Partito Nuovo”.
Non ci sfugge il fatto che siamo fatti oggetto di una campagna mediatica, e non solo, che tende a screditare la funzione di quello che rappresenta la forza di opposizione in grado di esprimere, in prospettiva, una reale alternativa al centro destra. Ma non si può pensare di nascondersi dietro la teoria del complotto, o attribuire le responsabilità al centro destra o ai partiti concorrenti. Sono stati commessi anche errori da parte del gruppo dirigente nazionale, acuiti dai contrasti interni, fortemente evidenziati sia dalla stampa locale che nazionale.
La richiesta della nostra Assemblea Provinciale è che la Direzione Nazionale del 19 Dicembre p.v. segni un effettivo punto di svolta della politica del Partito Democratico sul tema della moralizzazione della vita pubblica, nei confronti del Governo e nei rapporti interni all'opposizione:

1. Moralizzazione della vita pubblica, occorre chiedere con forza che le incheste avviate dalla Magistratura, vengano portate celermente a compimento per definire le responsabilità delle persone implicate. Non può essere lasciato spazio, ed occorre reagire, ad una campagna che assimila centinaia e migliaia di amministratori onesti che dedicano al loro impegno tempo e denaro, a quei pochi che cercano di trarre profitto dal loro ruolo istituzionale;

2. nei confronti del Governo in quanto la indisponibilità al dialogo del Presidente del Consiglio, non può vederci continuamente alla ricerca di spazio su cui confrontarci. E' necessario riprendere una capacità di elaborazione che porti a formulare le nostre proposte prima di tutto sui temi della crisi attuale che colpisce ampi strati di concittadini e imprese, e misurarci in Parlamento, dando il nostro consenso solo a quei provvedimenti che trovano riscontro nelle proposte avanzate;

3. nei rapporti interni all'opposizione per cui occorre ricostruire rapporti anche con le forze che non sono rappresentate in Parlamento, non lasciando ad IdV il ruolo di partito di opposizione nell'opposizione.


L'Assemblea Provinciale di Lodi, chiede che subito dopo il periodo natalizio venga avviata dalla Direzione Nazionale una forte iniziativa di chiarificazione sulla linea politica del Partito Democratico con il coinvolgimento anche dei piccoli territori e la presenza negli stessi dei dirigenti nazionali.
.


I Componenti
della Assemblea Provinciale
della Provincia di Lodi




Lodi, 16 Dicembre 2008

domenica 14 dicembre 2008

UN "PO" DI MANCATE PROMESSE

Le ultime due piene storiche del fiume Po (1994, 2000) hanno lasciato il segno e ancora oggi migliaia di Lodigiani rivivono ad ogni rilevante evento meteorologico le ansie e le preoccupazioni di quegli autunni. Le nostre comunità sono inserite all´interno di una delle regioni più produttive, più densamente abitate e più strutturate d´Europa, nonostante questo ad oggi non abbiamo ancora visto mantenute quelle promesse di messa in sicurezza dei nostri territori che sono fondamentali per ridare tranquillità a chi in questi territori abita, lavora ed ha investito.
Ricordo che già all´indomani dell'ultima piena abbiamo assistito alla "sfilata" di Ministri, rappresentanti politici di tutti i colori e personalità varie che a gran voce promettevano interventi immediati di messa in sicurezza delle comunità coinvolte, con il passare del tempo problemi di natura finanziaria, tecnica e perché no anche di volontà politica hanno fatto si che dopo otto anni dall'ultima piena non si sia ancora fatto quanto promesso.A chiunque dotato di un minimo di buon senso e del famoso pragmatismo lombardo sembrano tempi decisamente inadeguati, se a questo sommiamo che ai cittadini non vengono fornite informazioni da parte degli enti preposti in quanto difficilmente raggiungibili è chiaro che questo alimenta disagio e preoccupazione.
A dire il vero, dopo un'infinità di studi e di progetti, finalmente nel febbraio 2008 sono stati aggiudicati i lavori attraverso una gara bandita dall' Agenzia Interregionale Per il Fiume Po - AIPO, per un importo a base d'asta di circa 3.500.000 Euro, tale gara è stata aggiudicata e la cronologia dei lavori prevedeva, per esempio a Caselle Landi dove sono necessari lavori di diaframmatura, l'inizio delle attività nel novembre 2008.Ad oggi nonostante l'impresa sia stata individuata ed i tempi previsti, non si ha il minimo accenno di inizio delle attività, in più sembra che non siano ancora iniziate le procedure di esproprio delle aree interessate, ponendo una seria incognita sia sulla tempistica che sulla portata finanziaria che naturalmente è destinata a lievitare con il passare del tempo.
Davvero non vorrei che fra un po' qualcuno ci venga a dire che i soldi non sono sufficienti e necessariamente si deve rinunciare ad una parte dei lavori previsti, perché la messa in sicurezza del territorio è un diritto fondamentale senza la quale non hanno senso politiche di valorizzazione e di conservazione, per questo propongo che si assumano le iniziative necessarie affinché a tutela delle nostre comunità ci sia certezza dei tempi e garanzia della realizzazione delle opere previste.
Roberto Tantardini
Consigliere Comunale di Caselle Landi

lunedì 10 novembre 2008

LE BUGIE DI BERLUSCONI SULLA SCUOLA

PREMESSA
Il Governo e il centrodestra continuano a fare disinformazione e confusione sui provvedimenti legislativi inerenti la scuola e l’università che sono stati finora approvati. In tal senso, il Governo ha promosso e favorito la circolazione di informazioni e dati fuorvianti rispetto alla realtà dei fatti. L’obiettivo principale dei provvedimenti, infatti, è quello di occultare i tagli pesantissimi e indiscriminati che si abbatteranno sulla scuola pubblica nel prossimo triennio. Tagli contro cui abbiamo condotto una durissima battaglia di opposizione in Parlamento e che sono contestati in tutto il Paese da uno straordinario movimento di massa composto da genitori, insegnanti, studenti, docenti universitari, dalle organizzazioni sindacali, dalle Regioni e dagli Enti Locali. Fallita, dunque, la campagna mediatica basata esclusivamente sugli spot, da un lato si continuano a raccontare bugie colossali (vedi il dossier di Berlusconi sulle presunte bugie della sinistra) e dall’altra, si tenta di alzare un polverone per non dare conto con chiarezza agli italiani delle gravi scelte fatte. Scelte che minano le fondamenta dell’istruzione pubblica, sia scolastica che universitaria, del nostro Paese.
In primo luogo, appare fondamentale sapere che le norme contestate sono contenute in tre decreti legge.
1. Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella Legge 6 agosto 2008 n.133 (manovra economica estiva).
Per la scuola sono stati previsti, per il prossimo triennio, tagli per circa 8 miliardi di euro e per circa 132.000 posti di lavoro. Inoltre, è stato previsto un piano programmatico e una serie di regolamenti finalizzati ad attuare i tagli stessi.
Per l’Università sono previsti, a partire dal 2010, tagli per 1 miliardo e 400 milioni di euro, il blocco del turn over (potrà essere assunto solo un giovane docente ogni cinque professori che vanno via dalle Università e se si considerano anche i tagli all’ FFO -il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università che costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali- potrà essere sostituito un solo docente su circa otto) e la trasformazione delle Università in Fondazioni (possibile ma non obbligatoria.
2. Decreto legge 1° settembre 2008, n. 137 (decreto Gelmini) convertito nella Legge 30 ottobre 2008, n. 169
Il decreto, all’articolo 4, prevede l’istituzione del maestro unico e l’orario settimanale a 24 ore nella scuola primaria (o elementare). Negli altri articoli si stabilisce, inoltre, il ritorno al voto in condotta nella scuola media (nella scuola superiore c’è già) e si prevede che tale voto faccia media ai fini dell’esito finale dell’anno scolastico; il ritorno al voto numerico nella scuola elementare e nella scuola media (nella scuola superiore c’è già); l’introduzione della sperimentazione di “Cittadinanza e Costituzione” (la cosiddetta educazione civica) senza però prevedere un monte ore dedicato né risorse per i sussidi didattici. E’emblematica, poi, la vicenda del grembiule di cui tanto la Ministra tanto ha parlato sugli organi di stampa. Infatti, in relazione a questo provvedimento, non è arrivata alcuna comunicazione scritta alle scuole.
3. Decreto Legge del 7 ottobre 2008, n. 154 recante "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali".
Nel decreto è stato inserito un articolo che prevede il commissariamento delle Regioni che non approvino il piano di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche entro il 30 novembre. Tutte le Regioni (sia quelle governate dal centrosinistra che dal centrodestra) hanno chiesto al Governo di ritirare questa norma e hanno bloccato i lavori della conferenza unificata che, per questo motivo, non ha ancora espresso il parere sul piano programmatico attuativo del decreto 112.





CONTRODOSSIER

In riferimento al dossier distribuito nel corso della conferenza stampa del 22 ottobre 2008 sulle presunte bugie della sinistra in merito alla scuola, il Partito Democratico ha replicato con un controdossier, intitolato “Tutte le bugie del premier sulla scuola” in cui, punto su punto, vengono smontate le considerazioni espresse dal Presidente del Consiglio Berlusconi e dalla Ministra Gelmini.


TAGLI
Berlusconi ha dichiarato che non è vero che siano stati disposti tagli alla scuola. Berlusconi è un bugiardo. Infatti, con la manovra finanziaria approvata questa estate (DL n° 112/08 convertito in Legge n° 133/08) viene previsto per i prossimi tre anni un taglio di circa 8 mld sulle spese per l’istruzione (7, 832 mld) e di circa 132.000 posti negli organici del personale (87.400 insegnanti e 44.500 personale ATA).
Ma non basta! Con la legge finanziaria attualmente in discussione alla Camera, infatti, sono stati predisposti ulteriori tagli. Ad esempio, sono stati tagliati 50 milioni sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e 22,8 milioni sul Fondo per l’Edilizia scolastica.

TEMPO PIENO
Berlusconi promette l’incremento del tempo pieno. Berlusconi è un bugiardo! Infatti, sia nel Decreto Gelmini che nel Piano Programmatico sparisce la dizione “tempo pieno”.
Infatti, il decreto Gelmini afferma “che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.”
Il decreto prevede, inoltre, che si tenga anche “conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo scuola.”
Nel Piano programmatico inviato dal Governo al Parlamento, alla pagina 7, è scritto che “nella scuola primaria va privilegiata l’attivazione di classi affidate ad un unico docente (…)” e che “ resta aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica assegnata alla scuole” e ancora che le opzioni possibili sono tra 27 ore, 30 ore e una “estensione delle ore di lezione fino a un massimo di 10 ore settimanali comprensive della mensa”.
E’ evidente che, in tal modo, viene prefigurato una sorta di doposcuola che è cosa ben diversa dal tempo pieno didattico (come, per altro, lo stesso Berlusconi ha dichiarato alla stampa).
Comunque sia, l’eventuale “aumento” è subordinato non solo alla richiesta delle famiglie ma anche alla dotazione dell’organico del personale che verrà attribuito alle scuole.
A tal proposito occorre ricordare i tagli all’organico del personale insegnante per la scuola primaria previsti dal piano. Ad esempio i tagli riferiti al prossimo anno scolastico sono di 10.000 unità a cui si aggiungono i 4.000 posti in meno di insegnanti specialisti della lingua inglese.
Come si potrà conciliare la scelta delle famiglie per il cosiddetto tempo pieno con i tagli agli organici?
E’ del tutto evidente che per attuare i tagli si dovrà imporre a tutte le famiglie le classi con 24 ore settimanali con il maestro unico (quindi, in concreto, niente più scelta fra 24, 27, 30, 40 ore settimanali).
Il governo sostiene che con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno.
In realtà, con la generalizzazione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze, verrà smantellata la scuola dei moduli e in particolare il modello a trenta ore.
Berlusconi promette l’aumento di 5.750 classi con il tempo pieno. Tuttavia, anche in questo caso, Berlusconi non sembra avere chiari i numeri. Infatti, i dati complessivi delle classi (5.750) e degli alunni (82.950) in più che passeranno al tempo pieno nel quinquennio, destano non poche perplessità. Non hanno, infatti, alcun riscontro nella tabella di dettaglio che il Governo ha distribuito con il dossier, e del resto corrisponderebbero a un incremento del tempo pieno del 17%, ben inferiore a quel 50% annunciato ripetutamente dalla Gelmini e da Berlusconi.

NUMERO DEGLI ALUNNI
Dice Berlusconi che gli alunni saranno in media 18 per classe, al massimo 26. Nell’unica bozza di Regolamento che circola si dicono cose ben diverse: si aumentano i parametri minimi e massimi: 30 per le scuole medie superiori e 29 per le scuole medie inferiori, con un incremento fino al 10%. Questo significa arrivare anche a 33 alunni per classe.

MAESTRO UNICO
Sul maestro unico il Presidente del Consiglio dice una colossale bugia affermando che si tratta di un maestro prevalente!
Nel decreto legge, articolo 4 primo comma, e letteralmente scritto “che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali”. Non basta certo una battuta detta in una conferenza stampa da Berlusconi per modificare una legge e trasformare “l’insegnante unico” in “maestro prevalente”. Non esiste, infatti, un maestro prevalente come erroneamente sostenuto dal Presidente del Consiglio, come non esistono gli insegnanti di educazione fisica e di informatica. Inoltre, quando l’insegnate di classe non è lo stesso che fa anche l’insegnamento di religione cattolica e di inglese, questi insegnamenti sono affidati sempre entro l’orario delle 24 ore settimanali, a degli specialisti. Come si concilia questo modello per gli specialisti di inglese per cui il piano prevede nel triennio l’estinzione del corrispondente organico?

LINGUA INGLESE
Il maestro unico dovrà insegnare anche l’inglese poiché nel Piano programmatico (a pagina 19) viene previsto il taglio di 11.200 posti (4.000 già dal prossimo anno) di insegnanti specializzati in lingua Inglese. E viene previsto che con un corso di sole 150/200 ore il maestro unico dovrà specializzarsi anche in Inglese.

RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE
Qui si tocca il massimo della spudoratezza giocando con le parole e con la condizione di vita delle persone: “falsi gli 87.400 licenziamenti di insegnanti” dice Berlusconi. Sono purtroppo veri i licenziamenti di 87.400 insegnanti che lavorano da anni, ogni anno, con incarichi annuali nella scuola. Essendo “precari” non vengono “licenziati”: vengono soppressi definitivamente i loro posti di lavoro e, dunque, i loro stipendi. A questi 87.400 si aggiunge la mancata assunzione dei 75.000 precari già previsti nel piano del governo Prodi con copertura finanziaria e i 44.500 posti di lavoro tagliati del personale ATA.
Il Presidente del Consiglio e il Ministro non sanno neanche quanti dipendenti hanno! Nella conferenza stampa hanno affermato che nella scuola ci sono 1.350.000 dipendenti “e sono troppi”. Dai dati della Ragioneria Generale dello Stato si ricava che i dipendenti nell’anno 2006 erano 1.143.164, scesi nel 2007 a 1.133.000. (dati consultabili sul sito della Ragioneria)
Non è vero neanche che in Italia il Rapporto docente/alunni è 1 ogni 9. Nella pubblicazione “la scuola in cifre” dello stesso Ministero dell’Istruzione nella tabella 1.3.3 a pag 23 (pubblicata a settembre 2008) il rapporto è 1 ogni 11,1.

SCUOLE DI MONTAGNA
Berlusconi dice che “nessuna scuola sarà chiusa”: falso!
Le scuole piccole e con meno di 50 alunni non sono solo quelle di montagna. Il piano programmatico, a pagina 10, prevede il superamento delle scuole con meno di 50 alunni “a cominciare dai territori non ubicati nelle comunità montane o nelle piccole isole”
Nel Piano programmatico, dunque, viene esplicitamente detto che chiuderanno le scuole sotto i 50 alunni. Sono 1083 i Comuni interessati, così ripartiti: 181 con scuole fino a 15 alunni; 184 fino a 20 alunni; 718 fino a 50 alunni.
A queste scuole, inoltre, vanno aggiunte ulteriori 3000 scuole a rischio chiusura perché sotto i 50 alunni: 130 scuole elementari e medie presso gli istituti ospedalieri; 7 annesse a istituti d’arte; 7 annesse a convitto, 4 a Conservatori, 3 per ciechi, 2 per sordomuti. Ci sono inoltre 522 scuole secondarie di secondo grado (346 sono serali e 55 carcerarie).

SPESA PER IL PERSONALE
Il presidente del Consiglio e il ministro continuano a dire che il 97% della spesa pubblica della scuola serve a pagare gli stipendi di chi ci lavora. Questi dati non vengono smentiti solo dal Pd ma anche dall’Ocse nella pubblicazione “Education at a Glance, 2007”. Infatti, i dati della spesa corrente per il personale, raffrontati con quelli di altri Paesi, risultano questi:
Italia 80,7
Francia 80,7
Germania 85,1
Gran Bretagna 69,7
Media Ocse: 80,1
Di conseguenza l’Italia risulta allineata alla media Ocse ed ha una spesa per gli stipendi inferiore a quella della Germania.

sabato 18 ottobre 2008

IL RITORNO DEL NUCLEARE IN ITALIA

E' cronaca di questi giorni la questione legata al ritorno del nucleare in Italia e nello specifico un nuovo impianto nel comune di Caorso.
Noi abitanti della bassa abbiamo vissuto in prima persona l’incubo di “Arturo”, dalle finestre delle nostre case si poteva scorgere la cupola inquietante del reattore, consideravamo questa un’esperienza ormai chiusa e le nostre preoccupazioni erano concentrate solo sugli indennizzi che giustamente riteniamo dovuti alle comunità lodigiane per l’irraggiamento subito, e invece no!
Ci preme innanzitutto fare un’analisi oggettiva del territorio in cui l’impianto potrebbe sorgere (stando alle dichiarazioni del leader della Lega di utilizzare i vecchi siti), si tratta di una pianura fra le più fertili al mondo, ricca di acqua, di biodiversità e densamente popolata, insomma una porzione importante della cosiddetta Padania, in cui negli anni si stanno moltiplicando gli sforzi a tutti i livelli per valorizzarne e tutelarne le specificità tra cui le eccellenze nel campo della filiera agroalimentare riconosciute in tutto il mondo.

Cosa mai ne sarebbe di tutto questo nella malaugurata ipotesi di una fuga di materiale radioattivo ? Quali sarebbero le ripercussioni sulla nostra realtà produttiva e sociale ?
Quale territorio lasceremmo ai nostri figli e ai nostri nipoti ?

Qualcuno può obbiettare che si tratta di luoghi comuni e che i sistemi di sicurezza odierni hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da scongiurare tali evenienze, eppure anche negli ultimi mesi diversi incidenti ad impianti nucleari giudicati affidabili hanno riversato nell’ambiente sostanze radioattive seppure in quantità limitate (per quanto c’è consentito sapere).

E’ un dato di fatto che negli ultimi anni dopo il boom degli anni settanta la costruzione di nuove centrali ha subito un drastico calo, ci chiediamo il perché di questo fenomeno e inoltre, da quello che si apprende dalla stampa l’unico impianto in costruzione di nuova generazione sta drenando risorse impensabili e creando problemi tecnici di non facile soluzione, e poi siamo proprio sicuri che l'energia nucleare sia economicamente vantaggiosa ?

Ci piacerebbe sapere quanto costerà un KW di energia che potrebbe venire prodotta in una nuova centrale a Caorso considerando i costi di costruzione, di funzionamento e di smaltimento.

Alla luce di questi ragionamenti siamo convinti che il Consigliere Regionale Gianfranco Concordati abbia fatto bene a sollevare la questione in Regione e a nostra volta intendiamo chiedere all'Onorevole Gibelli che ricopre un importante incarico a livello governativo di esprimersi con chiarezza sulla possibilità di riaprire Caorso, crediamo che non ci sia bisogno che vengano stabiliti criteri oggettivi per la scelta dei siti, riteniamo invece che con il buon senso e l'attaccamento alla nostro territorio che di ferite ne ha già subite fin troppe si possano prendere posizioni chiare. Del resto la Lega lodigiana di cui l'Onorevole Gibelli è un autorevole esponente si è sempre schierata a volte anche in modo strumentale a difesa del territorio, come mai sulla questione del nucleare a Caorso ha deciso di non proferir parola?
Serve un'azione coordinata di tutte le parti politiche, economiche e sociali affinché si possa scongiurare la sciagurata ipotesi di riavere una angosciosa presenza fuori dai cortili delle nostre case.



PD Caselle Landi

martedì 14 ottobre 2008

CENTRALE E' NECESSARIO UN CONFRONTO

Lettera a "Il Cittadino" di Alessandro Manfredi


Gentile Direttore,
sono rimasto francamente allibito leggendo, su Il Cittadino del 13 ottobre, l'intervento della Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Lombardia dal titolo “Centrali, è necessario un confronto” e mi sono domandato se la Presidente è esponente della stessa maggioranza che in Regione sostiene la Giunta, un organismo che, non più tardi dello scorso anno, sulle colonne del suo stesso giornale, per bocca della sua Vicepresidente, era venuta a spiegarci che non si poteva tornare indietro rispetto alla decisione assunta con il Piano Energetico Regionale, che prevedeva la realizzazione di una nuova centrale nel nostro territorio, perchè si trattava di una esigenza vitale della Lombardia. Faccio riferimento all'intervento di Margherita Peroni perchè, devo dirlo francamente, quando qualche giorno fa ho letto la dichiarazione di Roberto Formigoni in merito al fatto che: “la situazione della Regione Lombardia sembra tale da non richiedere la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia elettrica” l'ho considerata una vera e propria presa in giro per il territorio della nostra Provincia (da noi si dice chiudere la porta quando i buoi sono oramai scappati) e mi sono chiesto a quale livello di arroganza può essere arrivato questo uomo per fare una affermazione del genere dopo che per anni ha rifiutato sistematicamente l'apertura di un confronto su un tema che, da tutte le forze politiche del nostro territorio, è stato considerato vitale, prima di tutto per i riflessi sull'ambiente e le condizioni di salute dei suoi abitanti. Almeno, ci spiegasse cosa è cambiato delle ragioni di quel piano energetico che, lo ricordo, si era esercitato a distinguere il territorio regionale in tre fasce, quella montana, quella metropolitana e quella di pianura a seconda della maggiore o minore capacità di insediamento di queste strutture, invece di limitarsi ad una laconica dichiarazione buttata li, aspettandosi, casomai, anche degli applausi.
Ora la Presidente della Commissione Consiliare esprime la convinzione che sia necessario “l'avvio di un confronto serio che consenta di migliorare l'utilizzo delle centrali in funzione”: ben venga questa disponibilità anche se per noi del tutto insufficiente a questo punto. Più utile un atteggiamento di questo genere può essere per capire il ruolo che la Regione Lombardia, motore dell'Europa, intende giocare in merito alle nuove scelte che si stanno prefigurando a livello nazionale, con il recupero del nucleare che, così come si sta compiendo, può essere foriera di nuovi guasti per il nostro territorio, e non solo. Domando al Presidente della Giunta Regionale ed al Presidente della Commissione: che ruolo intende svolgere la Regione Lombardia in merito al fatto che, viene continuamente riportato sulla stampa, il primo intervento sul terreno del nucleare sarebbe la riattivazione di Caorso, una centrale che non è di quinta generazione, in quanto ferma da molti anni, che si trova in Provincia di Piacenza, ma subito a ridosso del territorio della Lombardia (i Comuni limitrofi si chiamano Castelnuovo Bocca d'Adda, Caselle Landi, Meleti ecc.)?Oggi è questo il terreno su cui chi “accusa genericamente la Regione Lombardia di essere a favore di nuovi impianti” difficilmente può cambiare opinione, ma almeno gli può permettere di capire quanto la Lombardia pesi nei confronti del Governo nazionale.

Alessandro Manfredi
Partito Democratico della Provincia di Lodi

domenica 5 ottobre 2008

“Ripensare il lodigiano…” - Il fiume Po.


Il tratto del fiume Po che lambisce il territorio di San Rocco è parte significativa di un sistema fluviale regolato dallo sbarramento di Isola Serafini (a monte della foce del fiume Adda) e caratterizzato dalla confluenza del torrente Trebbia in sponda destra.
E’ ancora vivo in tutti il ricordo per la paura vissuta da questa Comunità in occasione delle esondazioni del fiume negli anni 1994 e 2000 ed è ben chiaro, purtroppo ancor oggi, quali siano gli elementi che esasperano tali situazioni, mai scongiurabili e già di per sé critiche.
La limitazione della sezione di scorrimento delle acque del fiume, sia in condizioni di calma che di piena, costituisce per il paese di San Rocco la più grave motivazione di quegli effetti drammatici.
Essa è determinata dai terrapieni di accesso ai ponti stradale e ferroviario, che collegano la sponda lombarda ed emiliana ed interessano trasversalmente gran parte della golena in sponda sinistra, oltreché dal continuo deposito di ghiaia e sabbia sul sedime dell’isolotto Maggi, trasportate a valle dalla forza dell’acqua; ciò al punto di determinare la trasformazione della sua morfologia fino ad annullare, complice l’opera dell’uomo, il ramo lombardo del fiume stesso.
Dette preoccupazioni, totalmente giustificate, sono state poste in evidenza con azioni ed atti che hanno visto interpreti Amministratori e Cittadini di questo Comune già dal 1996, purtroppo con risultati, e non certo per loro responsabilità, di scarso rilievo.
Per contro risulta evidente a tutti quale sia il valore ambientale di quell’area inclusa nell’alveo inciso del fiume che, insieme ad altre zone umide della golena - residui della mutazione idrografica ed orografica dell’area fluviale, rappresenta parte significativa del patrimonio ambientale della bassa lodigiana.
Da oltre un decennio, e con diversi interpreti delle Amministrazioni che si sono succedute dal ‘96, sono state infatti intraprese più iniziative per tutelare queste zone, per salvaguardare e valorizzare il paesaggio fluviale, il loro ecosistema.
L’energia espressa da una piccola realtà come San Rocco su due chiare posizioni, per nulla in antitesi, trova riscontro in quanto auspicato e progettato dai Consiglieri Concordati e Canova nelle rispettive Amministrazioni, ed alimenta e sostiene i loro presupposti per affrontare tali questioni nell’ambito di piani di intervento territoriali di larga scala.
Indispensabile, quindi, muovere passi determinati per un futuro stabile, per l’istituzione di aree protette e, perché no, di un Parco fluviale, comunque nell’ottica di progetti condivisi e proiettati verso una condizione che non infici l’auspicato equilibrio tra esigenze di sicurezza e questioni ambientali, e senza tralasciare le problematiche relative alla trasformazione della destinazione primaria delle aree agricole in considerazione.

Partito Democratico

Circolo di S. Rocco al P. (LO)

Caorso, il nucleare torna a fare paura - Il consigliere Pd Concordati intanto chiama in causa la Regione

L’incubo del nucleare torna ad agitare i sonni dei lodigiani. Perché quando si parla di nucleare, si pensa subito alla centrale di Caorso. E dal momento che l’argomento è tornato alla ribalta sulle pagine dei giornali e nell’agenda del governo, c’è chi ha deciso di mettere le mani avanti. Il consigliere regionale Gianfranco Concordati (Pd) ha presentato in questi giorni un’interpellanza per chiedere al Pirellone cosa intende fare: «Le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio che ipotizzano la presentazione in primavera di un Piano energetico nazionale che contempli una forte ripresa della produzione di energia attraverso l’uso del nucleare - afferma Concordati -, e le dichiarazioni del presidente della regione Lombardia che, pur ribadendo l’autosufficienza regionale in materia, sembrano aprire ad una ipotesi nucleare, sono il chiaro segnale di una farraginosa programmazione energetica. Per quanto riguarda il nucleare - aggiunge poi Concordati -, non c’è dubbio che l’ipotesi avanzata da autorevoli esponenti del Governo, tra questi il leader del movimento Lega nord, di utilizzare i vecchi siti ci faccia ripiombare nella preoccupazione, perché Caorso è qui a due passi e i problemi che innescherebbe una nuova centrale si sommano a quelli, ancora non risolti, della gestione delle scorie di quella precedente».A Caorso sarebbe già tutto pronto per una centrale: studi sismici, acqua del Po per il raffreddamento delle barre d’uranio, convenzioni sulla protezione ambientale, rete di monitoraggio. Secondo gli esperti che fanno parte dell’Associazione italiana nucleare, però, le cose stanno così solo dal punto di vista teorico: un nuovo impianto avrebbe bisogno di un’altra richiesta di autorizzazione da presentare all’Autorità di controllo, il sito di Caorso è stato qualificato negli anni Settanta con altre regole. Al momento, spetta al Governo definire i nuovi criteri da adottare.Una partita che l’onorevole lodigiano Andrea Gibelli (Lega nord) considera molto importante, e che sta affrontando come presidente della commissione Attività produttive della Camera. «Fino a quando non saranno stabiliti criteri oggettivi di localizzazione - afferma Gibelli -, fino a quando non sarà stabilito un Piano energetico attraverso un confronto fra Stato e territori, nessuno può considerare un posto migliore di un altro». La strada è ancora lunga, il percorso per lo studio delle regole da adottare potrebbe concludersi entro il 2009. «Il tema dell’energia nucleare per uso civile - aggiunge Gibelli, che ha recentemente organizzato un seminario sulle nuove frontiere tecnologiche in ambito energetico - è oggi tra le priorità di governo e parlamento: occorre dare una risposta responsabile alla questione energetica e quella risposta non può che essere rappresentata dal nucleare». L’onorevole se la prende poi con Concordati: «Il processo alle intenzioni fa parte del gioco - aggiunge Gibelli -, Concordati è un maestro della mistificazione, probabilmente pensa di trarne vantaggio. Si ricordi che sul fronte della centrale di Bertonico è stato uno dei suoi ministri, Bersani, a risolvere la questione per legge, ora è inutile sbandierare carte e provvedimenti».

Greta Boni

fonte "Il Cittadino" del 3/10/2008

domenica 14 settembre 2008

BERTONICO E ….. IL MULINO BIANCO di GIANNI PIATTI

Lettera a "Il Cittadino" di Gianni Piatti

differenti valutazioni politiche sulla Centrale di Bertonico che anche io alimenterò, non ci devono impedire di svolgere un lavoro comune. Anche nella battaglia decennale contro la centrale a carbone prevista a Tavazzano, riuscimmo a evitare il carbone, ma l’ENEL ottenne un aumento di potenza. Voglio dire che c’è ancora un lavoro enorme da fare e valutazioni politiche diverse non devono indebolire un’azione che spero sia unitaria in particolare per la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
La Provincia ed i Comuni del Lodigiano, dopo l’esito negativo dei ricorsi amministrativi, hanno chiesto la revisione dell’AIA e questo hanno ottenuto. Il Ministero dell’Ambiente lo ha comunicato in modo formale ai Comuni e alla Provincia ed ha chiesto agli Enti Locali i nomi dei tecnici locali.
La procedura è stata quindi avviata; vi è stata una pausa comprensibile nel cambio di Governo, ma la Commissione AIA ora deve ripartire perché è fondamentale avere una sede nella quale la Regione, gli Enti Locali, il Ministero e Sorgenia, possano confrontarsi sulle emissioni inquinanti, sulle tecnologie necessarie, la coerenza con il Piano Nazionale di Assegnazione delle quote CO2 per gli impianti (“nuovi entranti” per il periodo 2008/2012 e segnatamente dopo il 31/12/2007).
In coerenza col protocollo di Kyoto, infatti, il Governo Prodi nel 2007 ha approvato la delibera CIPE che vincola i Ministeri più importanti ad azioni di riduzione delle emissioni (industria, agricoltura, trasporti, lavori pubblici, ecc…).
Questa azione era ferma dal 2002 e per tre anni il Governo Berlusconi non ha fatto nulla. Il risultato di queste e altre inerzie è che l’Italia doveva ridurre le emissioni di CO2 del 6,5% e le ha invece aumentate del 12,5%.
Il Governo Prodi ha inoltre approvato il Piano Nazionale di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 nel quale tutte le realtà produttive inquinanti devono ridurre le quote emissive (produzione di energia, di metalli ferrosi, di prodotti minerali quali cemento, calce, vetro).
La Centrale di Tavazzano, ad esempio, deve passare di T. CO2 3.457.360 del 2008 a 2.225.389 del 2012.
Il Piano Nazionale è stato approvato dall’Unione Europea.
Ecco perché è urgente convocare la Commissione per la revisione dell’AIA. In tal senso abbiamo chiesto all’On. Quartiani (di Melegnano e del PD) di attivare, anche con la collaborazione dell’On. Gibelli, una interrogazione ai Ministeri competenti ed ecco perché serve anche il sostegno della Regione Lombardia che spero parteciperà al Convegno che la Provincia di Lodi e l’ASL stanno organizzando (mi pare a metà Ottobre) sul rapporto ambiente e salute. Questo lavoro, in particolare sulle emissioni inquinanti, può e deve essere fatto da tutto il Lodigiano in modo unitario.
La discussione sul passato e sulla paternità politica degli atti che stanno favorendo l’insediamento di Bertonico, serve se è proiettata al futuro per non ripetere gli stessi errori.
La prima esigenza dovrebbe essere quella di ritrovare nel settore dell’energia un minimo di programmazione, seppur di tipo nuovo. In questi giorni gli Amministratori di Offlaga (Giunta di Destra) protestano come noi in Regione. Come si può lasciare solo al “privato” la possibilità di individuare il sito di una Centrale?
Nel Decreto Legge n. 7 del Febbraio 2002, fatto dal Governo Berlusconi e approvato contro il nostro ostruzionismo, si legge: “al fine di evitare il pericolo di interruzione di fornitura di energia…… la costruzione e l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300MW, gli interventi di modifica o ripotenziamento nonché le opere connesse e le infrastrutture sono dichiarate opere di pubblica utilità e soggetti a una dichiarazione unica rilasciata dal Ministero delle Attività Produttive…”.
Questa autorizzazione si dice nel testo “ha effetto di variante urbanistica dei Piani Comunali”.
In sostanza: Comuni ed Enti Locali fuori gioco a vantaggio di una decisione centralistica del Ministero delle Attività Produttive. Infatti ad Agosto 2005 il Ministro Scaiola firmava questa autorizzazione preceduta dalle delibere della Regione Lombardia, dal V.I.A. e dall’AIA del Ministro Matteoli.
Dare la responsabilità al territorio dopo aver voluto questo decreto non casualmente chiamato “Sblocca Centrali”, è pura ipocrisia politica e prova di federalismo alla rovescia.
Il Ministro Bersani ha, infine, confermato le AIA di alcune Centrali che rischiavano di essere vanificate da una sentenza di un TAR. Anche per Bertonico, dove non c’è stato alcun atto nuovo del Governo Prodi, ma la semplice conferma dell’AIA del Ministro Matteoli. Questa scelta, che abbiamo criticato perché doveva essere lasciata alla discrezione del nuovo Governo od essere più partecipata, è stata rimediata perché il Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto l’esigenza di rivedere l’autorizzazione integrata ambientale con un lavoro che è durato oltre un anno, dopo che, con i massimi dirigenti del Ministero, ho ricevuto a Roma le Associazioni del territorio, la Provincia ed i Comuni. L’iniziativa per ridurre le emissioni e per la qualità dell’aria è una battaglia di tipo nuovo che riguarda tutte le fonti inquinanti (industria, agricoltura, trasporti, riscaldamento, urbanistica e casa, ecc…) sulla quale il nostro Paese si è presentato in ritardo e impreparato.
Per convenzione parliamo dell’aria di Milano, Lodi, Brescia, ecc… ma tutti sappiamo che l’aria non ha confini e che dobbiamo fare i conti con la situazione di una vasta area antropizzata che è la Pianura Padana. Come si vede dalle polemiche milanesi sull’eco-pass anche nella stessa maggioranza di destra, si tratta di questioni complesse che richiedono un lavoro comune di tutte le istituzioni ed anche nuovi comportamenti sociali.
Non esistono semplificazioni e scorciatoie, ma serve una piattaforma articolata: controllo delle emissioni industriali, agricoltura e filiere corte, valorizzazione dei parchi, facilitazione del trasporto pubblico, controllo della logistica, nuove procedure nella costruzione di case, uso della bicicletta, nuova politica energetica ed energie rinnovabili, risparmio energetico, metrò di superficie nell’hinterland milanese, viabilità. Anziché ridurre le emissioni di CO2 del 6,5% le abbiamo aumentate del 12% con una penalità che, se non corretta dovrebbe aggirarsi sui 10 miliardi (2008-2012). Una Legge Finanziaria. Per questa ragione ritengo che il nuovo Governo dopo l’errore della Legge “Sblocca Centrali” che ha data il via alla Centrale di Bertonico, stia per compiere un nuovo errore con la proposta di nuove Centrali Nucleari, confermato in questi giorni dal Ministro Tremonti e inserito nella Legge Finanziaria, per le ragioni che ho già ricordato su “Il Cittadino”.
L’altra sera a Ballarò il Ministro Tremonti proponendo 5 nuove centrali nucleari, ironizzava sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico definendo tali politiche che il Governo Prodi ha fortemente potenziato, quelle del ….. “Mulino Bianco”. In sostanza, i Ministri sono gli stessi del 2005 (Scaiola e Matteoli) dopo lo “Sblocca Centrali” che ha favorito Bertonico, ora arriva il nucleare e la filosofia è la stessa.
Confrontiamoci, quindi, seriamente:
a) per attivare rapidamente la Commissione Ministeriale per la revisione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) anche con i dati e le proposte che il Convegno della Provincia e dell’ASL metterà a disposizione del territorio;
b) costruiamo anche in relazione delle prossime Elezioni Amministrative ed Europee, obiettivi più coerenti sulla qualità dell’aria (si veda l’ottimo libro del Prof. lodigiano Stefano Caserini “A qualcuno piace caldo”);
c) intensifichiamo la discussione su una nuova politica energetica ambientale per non ripetere gli errori del passato (dopo la Germania che investe sulle rinnovabili da 15 anni, in questi giorni la Gran Bretagna ha presentato il Piano Nazionale di risparmio energetico).


Gianni Piatti

N.B. Caro Direttore, nella nuova situazione di Bertonico e per conoscere anche gli obiettivi ambientali e agroalimentari dell’EXPO (oltre che di Linate, Malpensa e Alitalia) non sarebbe male conoscere le opinioni del Presidente Formigoni. Forse tu e “Il Cittadino” potete riuscire in un’impresa che ad altri sembra più difficile. E lo dico in termini assolutamente collaborativi.

RIPENSARE IL LODIGIANO

Ho letto con interesse “Il dibattito – Ripensare il Lodigiano: Po e Lambro” scritto da Canova la scorsa settimana. Da tutto il mondo scientifico è riconosciuta l'importanza strategica che il lodigiano ha dal punto di vista ecologico, purtroppo a volte sia gli abitanti che gli amministratori della nostra provincia non sembrano rendersene conto, la mia impressione è che come capita spesso stiamo sottovalutando il nostro patrimonio.
Nella nostra provincia abbiamo 19 SIC (siti di interesse comunitario cosi come sono definiti dalla attuazione della Direttiva Habitat 92/43/C.E.E) distribuiti in 14 comuni diversi, i SIC sono siti di “rilevante valore scientifico, naturale tipico o biotipico che un habitat naturale possiede, che assurge ad interesse sovranazionale e che, quindi è abbisognevole di tutela”, avere un sito di interesse sovranazionale a pochi passi da casa non è solo un motivo di vanto, è anche un’opportunità e un’arma in più per la tutela e la valorizzazione. L’amministrazione provinciale sta puntando molto sul turismo nel lodigiano e buona parte di questi sforzi sono indirizzati al turismo ecologico, è stata fatta una fitta rete di piste ciclabili che per essere riempita di cicloturisti deve necessariamente condurre in luoghi interessanti di cui il lodigiano è ricco, questi siti lungo l’asta dell’Adda, grazie anche al Parco Adda Sud, sono sfruttati al pieno delle loro possibilità mentre non hanno il rilievo che meritano lungo il Po e il Lambro, quest’ultimo fiume fortemente compromesso il cui recuperò è fondamentale per il sistema paesistico provinciale.
Come PD di Caselle Landi in questi anni abbiamo avviato e sostenuto un'importante campagna di sensibilizzazione relativa alla valorizzazione del Po lodigiano, sulla base di questo è stato rivisto lo statuto del Consorzio dei Comuni del Po, e ora mi aspetto (come chiesto da Canova) un “ pronunciamento locale forte e deciso” delle comunità il cui territorio è lambito dal fiume Lambro.
Il nostro ambientalismo è un ambentalismo maturo e condiviso lontano dagli estremismi dei decenni scorsi, il PD ha dato un forte contributo al blocco della discarica di Senna, ora abbiamo un’altra missione: dobbiamo convincere gli scettici che la tutela ambientale non è una limitazione allo sviluppo ma una tutela della persona e della società stessa. Il ricordo di rifiutopoli è cosa recente, è inutile ricordare come gli anni di menefreghismo ecologico non hanno portato nulla di buono per la collettività ma solo per una ristretta cerchia di privati.

venerdì 5 settembre 2008

BUONE NOTIZIE PER LA BASSA


A più di un anno da quando il Consigliere Comunale di Caselle Landi, Roberto Tantardini, ha sollevato la questione delle misure compensative per la presenza di siti nucleari sul territorio, il Ministro Competente, On. Scaiola, si è formalmente impegnato a rivedere i criteri con cui i fondi vengono ripartiti.
Come PD di Caselle Landi, uno dei comuni più interessati, ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato, uno su tutti il Presidente della Provincia di Lodi Osvaldo Felissari ma anche il Consigliere Provinciale Luca Canova che ci ha sostenuto fin dall'inizio e i circoli del PD che hanno sottoscritto i nostri appelli; un sentito ringraziamento anche alla stampa locale che si è sempre resa disponibile ad ospitare i nostri interventi dando un fondamentale risalto alla nostra battaglia.
Non dobbiamo però farci trascinare dall'entusiasmo diamo atto al Ministro Scaiola di aver dimostrato sensibilità e ragionevolezza nel voler porre fine a una discriminazione che le popolazioni dei nostri territori stavano per subire. Sarà nostra cura vigilare affinché gli impegni presi dal Ministro con il Presidente Felissari siano mantenuti.

venerdì 15 agosto 2008

LETTERA CON CUI IL MINISTERO SI IMPEGNA A RIVEDERE I CRITERI CON CUI VENGONO ASSEGNATE LE MISURE COMPENSATIVE PER LA PRESENZA DI IMPIANTI NUCLEARI



Caorso, il ministro rassicura la Bassa: soldi anche per Caselle e Castelnuovo

La contropartita per la centrale nucleare di Caorso è monetaria. Sono in arrivo, infatti, le risorse anche per Caselle Landi e Castelnuovo, i comuni del Lodigiano che erano stati esclusi dalla ripartizione delle misure compensative. La novità è stata messa nero su bianco, in una lettera inviata alla provincia, dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Si tratta del risultato alle pressioni esercitate del presidente della provincia Osvaldo Felissari. Il ministro garantisce «un miglioramento dei criteri di ripartizione delle compensazioni attualmente in vigore, e assicura un equo trattamento dei territori sui quali sono presenti depositi temporanei». L’offensiva in difesa degli interessi della Bassa, in merito agli indennizzi previsti per gli enti locali che ospitano, o sono vicini ad un deposito di scorie nucleari, era stata lanciata da Felissari il 17 luglio scorso con una lettera da lui inviata proprio al ministro dello sviluppo economico.Nella missiva, Felissari denunciava la situazione paradossale che si era creata con la norma (DL n. 314/203 “Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi”, convertito in legge dall’articolo 1 della legge n. 368/2003) che individua la centrale di Caorso come deposito temporaneo di scorie radioattive. La norma ritiene che gli enti locali piacentini debbano ricevere sostanziosi contributi statali, mentre i comuni di Caselle Landi e Castelnuovo, vicinissimi al deposito, non debbano avere diritto nemmeno a un euro di risarcimento per il rischio al quale sono sottoposti.«Sono molto soddisfatto per l’evidente intenzione manifestata dal ministro di riequilibrare una situazione che appariva paradossale e non rendeva giustizia alle popolazioni della Bassa - spiega il presidente -. L’obiettivo dell’amministrazione provinciale è proprio quello di scongiurare il rischio che il Lodigiano venga estromesso dalla ripartizione di circa 20 milioni di euro destinati non solo ai comuni che ospitano gli impianti e i depositi di materiale radioattivo, ma anche ai comuni, tutti piacentini, che con questi impianti e depositi sono confinanti. Si è giustamente deciso di dare a Cesare quel che è di Cesare».
Da "Il Cittadino" del 12/08/2008
Cristina Vercellone

domenica 10 agosto 2008

CONSIDERAZIONI SULLA PROVINCIA DI LODI

In un periodo in cui si sente spesso parlare di tagli alla pubblica amministrazione, di comuni troppo piccoli che devono essere accorpati e di enti inutili intendiamo indurre una riflessione su quanto utile ed efficace è stata la piccola Provincia di Lodi per tutti noi lodigiani.
Negli anni antecedenti l'istituzione della Provincia di Lodi è inutile negare che per distanza e per numero di abitanti il lodigiano è sempre stato una cenerentola rispetto alla ricca e affollata Milano che in un solo quartiere può avere più abitanti dell'intera Provincia di Lodi e che data la sua natura industriale e metropolitana stentava a comprendere le istanze di una zona prevalentemente agricola e poco urbanizzata.
I numeri non erano dalla nostra parte, il bacino di utenza era piccolo, pochi erano i votanti ed era impossibile avere un gruppo di rappresentanti d'area che potessero farsi portavoce delle nostre istanze.
Nel 1992 con l’istituzione della Provincia si è avviato un percorso con gli amministratori dei comuni del territorio che si è tradotto in una collaborazione finalizzata ad una gestione più efficace delle istanze locali.
I risultati di questi anni di governo provinciale sono facilmente misurabili e sotto gli occhi di tutti, il fiore all’occhiello è sicuramente la realizzazione del Parco Tecnologico Padano un avanzato centro di ricerca scientifica a livello europeo che fra le altre cose ospita anche un prestigioso polo universitario, distaccamento dell'Università degli Studi di Milano. Non possiamo non citare che sta per essere ultimata una fitta e capillare rete di piste ciclabili che pone la nostra Provincia agli stessi livelli delle comunità nord europee, tutto questo è strettamente legato ad un progetto di valorizzazione territoriale che tiene conto anche di interessanti iniziative di tutela e conservazione come quelle attuate negli ultimi anni dal Parco Adda Sud.
Al pari della ciclopedonabilità numerosi ed importanti sono stati gli interventi relativi alla viabilità ordinaria che quando ultimati garantiranno una percorrenza fluida e sicura su buona parte del nostro territorio, è in fase di potenziamento il trasporto su rotaia che vedrà dal 2009 maggiori e puntuali collegamenti (uno ogni 20 minuti circa) con Milano cosa che in una zona ad elevato tasso di pendolarismo è particolarmente importante.
Questi sono solo i più evidenti fra gli interventi realizzati o in fase di realizzazione, ma ce ne sono altri meno evidenti ma non per questo meno importanti; per citarne uno l’istituzione del consorzio per i servizi alla persona che sta raccogliendo apprezzamenti su tutto il territorio.
Tutto questo sarebbe stato fatto se fossimo ancora in Provincia di Milano ?
Noi crediamo che questi risultati siano la miglior risposta a chi ha messo in discussione la necessità di avere la Provincia di Lodi
Gli enti pubblici, le amministrazioni e la politica sono un costo ma questo prezzo si è disposti a sostenerlo in cambio di un ritorno e di un efficienza che nel nostro caso ci sono sicuramente stati.
La Provincia di Lodi è una realtà ben amministrata la cui gestione ha dato buoni risultati, la sua costituzione non è stato un lusso o un modo come un altro per spartire poltrone ma è nata dalla necessità di un territorio che in quanto a cultura, storia e morfologia ha molto poco da spartire con la realtà milanese e non è sicuramente in questa istituzione che sono da ricercare gli sprechi e gli sperperi odiati non solo dal Ministro Brunetta ma da tutti gli Italiani noi per primi.